a cura di Roberto Lapiello* - Roberto Di Lella* - Giuseppe Esposito*- Luigi Umberto Rossetti*

Fino a poco tempo fa, fare ricerca documentale online somigliava a un lavoro da detective: inserivi una parola chiave su Google, aprivi dieci schede diverse nel browser e passavi ore a scremare il contenuto utile dal rumore di fondo. Oggi, quel paradigma è andato in frantumi. L’intelligenza artificiale non si limita più a “indicarci dove guardare”, ma legge, comprende e riassume per noi.
a cura di Elena Capocasale
Opere d’arte, manufatti antichi e sculture preziose possono oggi narrare la loro storia a un visitatore del XXI secolo? Grazie alle nuove tecnologie, la risposta è sì. Strumenti nati per connettere e informare si sono trasformati in mediatori preziosi capaci di far dialogare passato e futuro, avvicinando il pubblico al patrimonio culturale in modi un tempo inimmaginabili. L’Italia, custode di un patrimonio straordinario, vanta il primato mondiale per numero di siti riconosciuti come Patrimonio UNESCO, ma questa ricchezza diffusa non sempre trova una valorizzazione digitale coerente e accessibile su scala globale.
a cura del Prof. Gaetano Affuso e Prof.ssa Emilia Sera
Abstract
L’articolo propone un laboratorio didattico innovativo che intreccia poesia e intelligenza artificiale in un percorso di riscrittura creativa e multisensoriale. Attraverso un approccio che unisce arte, tecnologia e riflessione critica, gli studenti imparano a leggere, interpretare e rielaborare testi poetici trasformandoli in immagini e suoni generati con strumenti di IA. Il punto di partenza è L’infinito di Giacomo Leopardi, ma il metodo è estendibile ad altri autori e contesti didattici.
a cura di Federica Giandinoto
E’innegabile che negli ultimi anni l’intelligenza artificiale (IA), sia entrata in modo sempre più capillare nella vita quotidiana dei giovani, in particolar modo dei bambini e adolescenti. Assistenti virtuali, chatbot, strumenti di scrittura automatica e piattaforme di apprendimento adattivo sono ormai alla loro portata. Questa diffusione apre scenari affascinanti, ma al tempo stesso complessi, soprattutto se si considera il ruolo che tali tecnologie possono avere, tra gli altri, nello sviluppo morale e nella formazione della coscienza critica dei più giovani.
a cura di Federico Veltri
L’avanzata dell’intelligenza artificiale (IA) ha fatto breccia in numerosi settori creativi, ma non senza suscitare timori tra chi lavora nell’arte del doppiaggio e nella musica. Questi professionisti temono che, nel prossimo futuro, le loro voci e composizioni possano essere sostituite da algoritmi. In un mondo in cui la tecnologia sta evolvendo a un ritmo senza precedenti, la paura che alcune professioni creative possano essere “automatizzate” è un sentimento crescente e tra doppiatori e musicisti il timore di poter perdere il lavoro è tanto. L’intelligenza artificiale ha già iniziato a farsi strada in ambiti come la produzione musicale, la scrittura di sceneggiature e anche nel doppiaggio, con sistemi avanzati capaci di replicare la voce umana in modo sempre più naturale e convincente.

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Luigi A. Macrì