a cura di Paolo Preianò *
Il mondo del lavoro sta subendo una profonda metamorfosi, trainata dall’intelligenza artificiale, dall’IoT e dall’automazione avanzata. Se da un lato queste innovazioni promettono maggiore sicurezza, efficienza e benessere, dall’altro sollevano interrogativi cruciali sul rischio di una nuova forma di alienazione, in cui il lavoratore diventa un ingranaggio di un sistema digitale onnipresente.
Attraverso un’analisi che spazia dal cinema chapliniano alla filosofia benthamiana, questo contributo esplora il sottile confine tra protezione e controllo, tra ottimizzazione e disumanizzazione. In particolare, si riflette sull’impatto dei wearable device, dell’AI predittiva e della sorveglianza algoritmica, evidenziando come la crescente pervasività della tecnologia possa riprodurre dinamiche panoptiche, in cui il lavoratore è simultaneamente protetto e monitorato.