Lavoro e sicurezza

Robotica collaborativa

Robotica collaborativa

Abstract - In questo articolo si parlerà di robotica collaborativa specificando i possibili scenari futuri, gli studi del settore e il loro stato di avanzamento, i rischi che potrebbero sorgere nei prossimi anni soprattutto nel campo della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Si tratta di un tema particolarmente delicato oggetto anche di una specifica standardizzazione da parte della ISO.

* Ingegnere  esperto in sicurezza sul lavoro

C’era una volta un ragazzotto universitario in preda all’ansia da esame, studente di ingegneria al primo anno di specialistica ed un docente di robotica industriale, genio assoluto della materia con il classico phisique du rôle consolidato dalla convenzione (capelli incolti, abbigliamento discretamente trasandato, ufficio olezzante di tabacco e caffè ecc.).

LA LOGICA DELLA SICUREZZA

Abstract - La logica della sicurezza non si conclude parlando di luoghi di lavoro e di rapporto tra datore di lavoro e lavoratore. Essa parte dal primo contatto che i bambini hanno con la realtà, da quella capacità con la quale i genitori sono in grado di avviarli al contatto con il mondo che li circonda, con gli affetti e con la natura. Il contatto può essere diretto, come è sempre avvenuto nella storia dell’umanità, oppure digitale come sta accadendo oggi e questo può avere notevoli impatti futuri.

In questo articolo parleremo di sicurezza. Ma non della sicurezza come l’abbiamo affrontata negli articoli precedenti ovvero di quel rapporto diretto tra datore di lavoro e lavoratore che presuppone un contratto scritto tra le due parti.

PERCHE OCCUPARSI DI SICUREZZA

Abstract - L’articolo cerca di identificare i punti chiave intorno ai quali ruota la realizzazione, purtroppo ancora parziale, di una società in cui la salute e sicurezza del lavoratore sia insita nei processi e vista come un qualcosa di interno alle logiche aziendali e non come un elemento esterno da applicare. L’idea della formazione precoce delle generazioni future ad una nuova etica del lavoro oltre alla capacità di quantificare correttamente il valore della vita costituisce la base del modello sociale da proporre.

Un cantiere senza umani

Un cantiere senza umani di Paolo Preianò1

Abstract - Nell’articolo saranno analizzati gli sviluppi degli ultimi anni per quanto riguarda la pervasività della robotica e dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro con tutte le criticità del caso. Saranno presi in esame alcuni spunti della normativa italiana, europea ed internazionale per comprendere cosa ci aspetta e quali direzioni seguire per la mitigazione di ogni rischio.

L’altra notte, giuro, ho sognato di essere il direttore dei lavori di un cantiere futuro fatto di soli robot. Tutto filava liscio: ubbidienza totale al limite della sudditanza, adulazione massima, rispetto puntuale delle regole, nessuna necessità di verificare che i lavoratori siano in possesso di dispositivi di protezione individuale (a chi può importare se un robot si rompe l’end effector…) o di idoneità sanitaria alla mansione. Un paradiso. Poi, ad un certo punto, ricordo di aver avuto fame e di aver, istintivamente e senza riflettere, chiesto a tutti di interrompere le lavorazioni per andare a pranzare insieme e bere un caffè.

UN FIUME IN PIENA: IL GEMELLO DIGITALE

Abstract: Il presente articolo discuterà il documento “6G - The Next Hyper-Connected Experience for All”, redatto dalla Samsung, in ottica di modifiche sulla vita e sul mondo lavorativo che avrà, appunto, il 6G. Alcuni concetti sono veramente impattanti e richiedono una gestione subitanea anche perché il tempo a disposizione sembra essere veramente poco…

Avvertenza al lettore: se sei un nemico del 5G salta le prossime pagine, altrimenti leggi piano piano. Può capitare che, leggendo quanto segue, tu possa diventare “NO 5G”: in tal caso, non appena ne hai sentore, salta le pagine che rimangono.

Il datore di lavoro versione 4.0

Il presente articolo si concentra sulla nuova condizione del datore di lavoro 4.0 ovvero di quella figura che sarà chiamata nei prossimi anni a mutare radicalmente la propria formazione e forma mentis nonché la struttura organizzativo - gestionale dell’azienda. La sensazione principale è quella di un viaggio verso l’ignoto che, come tutti i viaggi la cui destinazione non è programmata, suscita un senso di angoscia. Per superarlo si può fare solo una cosa: conoscere un po’ la strada che andrà percorsa.

Il lavoro ai tempi del coronavirus

Il lavoro ai tempi del coronavirus non è il titolo di un romanzo di Gabriel García Márquez, scrittore premio Nobel per la letteratura nel 1982, che ha scritto il ben più noto L’amore ai tempi del colera, bensì una storia delle difficoltà di un periodo storico complicato per i lavoratori e una potenziale soluzione per alcuni problemi che stava lì, a portata di mano e della quale nessuno ha mai avuto il coraggio di innamorarsi pienamente. Ma, nell’omaggiare il nome dello scrittore prendendo come spunto un suo romanzo, a pensarci bene, ci si accorge che sono solo due i termini di differenziazione tra i titoli: “lavoro” e “amore” che pure nella società neoliberale moderna, come predetto profeticamente dal buon Celentano, sono strettamente connessi.

SMART-ALARM

Il presente articolo vuole discutere di una tematica ormai alla ribalta nel panorama della sicurezza e della prevenzione sui luoghi di lavoro: il rischio derivante dalla distrazione che l’utilizzo di dispositivi ICT può indurre nell’operatore. Sebbene poco considerato, esso può avere conseguenze drammatiche e far saltare ogni misura preventiva e protettiva messa in atto dal datore di lavoro.

È un lunedì qualunque, caratterizzato dalla consueta apatia del giorno a cavallo tra l’ozio passato e l’operosità ventura e, come quasi tutte le mattine presto, iniziai a leggere un po’ i quotidiani. Solita solfa di inizio settimana fatta di diatribe politiche, diplomazie al lavoro, notizie inutili e cinica conta delle purtroppo famigerate stragi del weekend alle quali, a furia di leggerne a grandi quantità, si rimane quasi impassibili, di quell’assuefazione che solo l’abitudine riesce a dare.

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Luigi A. Macrì