a cura di Catia Santini*
PISA 2029 e il quadro dell'AI Literacy come uno degli strumenti di supporto per l’educazione ai media e l’insegnamento consapevole dell’IA

L'anno appena trascorso ci ha lasciato la profonda consapevolezza che, in un'epoca caratterizzata dalla vorticosa evoluzione dell'intelligenza artificiale e dalla sua pervasività non solo nelle tecnologie digitali ma nella nostra vita quotidiana, la promozione del pensiero critico e dell'agency siano essenziali per le competenze chiave europee.
Tra le numerose pubblicazioni, europee ed internazionali che hanno visto la luce nel 2025, oltre all’attesa e preannunciata versione aggiornata del DigComp 3.0, particolare attenzione va dedicata all’esordio di un framework potenzialmente trasformativo che più che un punto di arrivo segna un punto di partenza: l’AI Lit Framework.
Cos’è l’AI LIT Framework
Frutto di una iniziativa congiunta della Commissione europea e dell’OCSE[1], in collaborazione per la fase di implementazione con Code.org[2] e un panel di esperti internazionali tra i più autorevoli nello scenario globale, l’AI LIT framework, attualmente disponibile solo nella versione draft, sarà uno degli strumenti di supporto per gli educatori e gli stakeholder in campo educativo, alla preparazione degli studenti di scuole primarie e secondarie al PISA 2029, che per la prima volta andrà a valutate il grado di alfabetizzazione ai media e all’intelligenza artificiale.
Questo Framework, complementare alle Linee Guida etiche sull’uso dell’AI [3] e alle versioni più recenti del Digcomp (2.2 e 3.0) contribuisce da un lato alla promozione delle conoscenze e delle abilità necessarie per un apprendimento digitale, inclusivo e di qualità, come definito dal Digital Education Action Plan 2021-2027[4]; dall’altro riprende in senso più ampio l’articolo 4 dell'EU AI Act[5].
Tale articolo stabilisce l’obbligo, per i fornitori e per gli utilizzatori di sistemi di intelligenza artificiale, di adottare misure adeguate affinché tutte le persone coinvolte dispongano di una conoscenza e di una comprensione appropriate dell’IA. In sintesi, viene affermato il principio secondo cui chiunque sia coinvolto nell’utilizzo e nella gestione di questi sistemi debba possedere un livello sufficiente di alfabetizzazione all’IA, commisurato alle proprie conoscenze tecniche, all’esperienza, alla formazione e all’istruzione, nonché al contesto in cui tali sistemi vengono impiegati.
L’AI Lit Framework si distingue da altri documenti europei e internazionali perché non si rivolge al pubblico generale, ma si rivolge a insegnanti, educatori, dirigenti scolastici, decisori delle politiche educative e designer pedagogici. Non fornisce elenchi di competenze, né definisce standard di qualità o livelli di performance, non è uno strumento da consultare per implementare il curricolo ma su cui confrontarsi per promuovere la qualità educativa e l’efficacia di strategie necessarie alla transizione digitale in contesti in continua evoluzione. Il valore di questo Quadro risiede nella sua manifesta aspirazione alla flessibilità e spendibilità di utilizzo: aiuta a progettare attività didattiche, individuare standard e anche a orientare la formazione del personale scolastico.
Con un approccio globale e interdisciplinare all’alfabetizzazione sull’IA, il Framework accompagna tutti coloro che saranno coinvolti nella preparazione delle prove di valutazione PISA 2029 – Media and AI Literacy (MAIL), sottolineando in modo particolare il ruolo fondamentale di insegnanti e educatori nella promozione di un’alfabetizzazione sull’IA efficace e consapevole.
Partendo da un nucleo di competenze, il Framework propone scenari pedagogici che mostrano come gli insegnanti possano supportare e responsabilizzare gli studenti, aiutandoli a interagire con l’IA, creare contenuti con l’IA, gestire sistemi di IA e progettare attività didattiche basate sull’IA.
La versione Draft, presentata a maggio 2025, ha dato il via a un ampio processo di revisione, iniziato a luglio e conclusosi a ottobre 2025, che ha coinvolto educatori, ricercatori, dirigenti scolastici e responsabili delle politiche educative. Quasi 1.000 partecipanti hanno condiviso le loro opinioni sulla bozza, prendendo parte a un sondaggio e a numerose consultazioni con gli stakeholder. Le loro idee e suggerimenti saranno fondamentali per definire la versione finale del Framework, che verrà lanciata nel 2026 insieme a esempi pratici di alfabetizzazione sull’IA.
A differenza dell’AI Competency framework for teachers dell’UNESCO[6] (2024), l’AI Literacy Framework non distingue l’intelligenza artificiale dalle altre tecnologie digitali, ma la considera un elemento transdisciplinare. In questo contesto, l’educatore non assume il ruolo di role model, bensì quello di facilitatore consapevole, capace di individuare il percorso più adeguato a favorire la comprensione dell’AI e offrire opportunità concrete per sperimentarne l’uso.
L’AI Literacy Framework delinea dunque un nuovo ruolo per gli educatori e per la scuola: offrire opportunità di esperienza sul campo e di coinvolgimento proattivo con le tecnologie digitali e con l’intelligenza artificiale, al fine di comprendere quale livello di competenza sia necessario affinché gli studenti possano interpretare e valutare in modo autonomo i risultati delle proprie ricerche, le informazioni provenienti dai media digitali e dalle piattaforme social. Ciò implica la capacità di riconoscere la tipologia delle notizie, le loro finalità, la qualità dell’informazione, nonché la credibilità e l’attendibilità delle fonti.

Perchè l’alfabetizzazione ai media e all’intelligenza artificiale
Come già anticipato, l’OECD (OCSE) ha annunciato che, a partire dal 2029, l’indagine PISA — che ogni tre anni valuta le competenze di lettura, matematica e scienze degli studenti quindicenni — introdurrà per la prima volta prove di valutazione dedicate all’alfabetizzazione mediatica e all’intelligenza artificiale (MAIL, Media and AI Literacy).
Il programma PISA, che non si concentra sulla padronanza dei contenuti curricolari — valutati dai singoli sistemi scolastici — pone infatti un focus specifico sulla capacità degli studenti di affrontare e risolvere problemi della vita quotidiana e di partecipare in modo consapevole alla vita adulta e sociale lungo tutto l’arco della vita.
L’individuazione di questo nuovo ambito di attenzione è motivata dalla pervasività e dall’evoluzione esponenziale dell’intelligenza artificiale generativa e agentiva, che produce conseguenze dirette sul modo in cui accediamo alle informazioni, le consumiamo e le produciamo, comunichiamo, apprendiamo, interagiamo, partecipiamo alla vita sociale e agiamo nel mondo.
Per rispondere a questa sfida, si è scelto di intervenire prioritariamente sulla formazione degli insegnanti, misurandone l’impatto sui processi di apprendimento e affiancando tale azione allo sviluppo di risorse pedagogiche e materiali educativi di supporto, progettati per affrontare questi nuovi scenari.
In questo quadro, l’AI Literacy Framework rappresenta uno degli strumenti individuati dall’OECD e dalla Commissione Europea per accompagnare il cambiamento di paradigma che sta ridefinendo il ruolo degli educatori e le competenze metodologiche oggi necessarie.
La sua missione non è quella di consultare i docenti al fine di raccogliere dati e informazioni, bensì di sostenere la riflessione professionale, promuovendo il confronto tra pari e attivando processi di riflessione condivisa all’interno di comunità di pratica, focus group e gruppi di lavoro, in una ricerca continua di equilibri etici, professionali e metodologici.
L’attenzione al tema dell’alfabetizzazione mediatica e al rischio della disinformazione era già stata richiamata con forza dalla Commissione europea nel 2019 e successivamente valorizzata come tema dell’anno di eTwinning 2021, a conferma della sua rilevanza strategica.
L’alfabetizzazione mediatica è una competenza essenziale per tutti i cittadini, i contenuti possono essere facilmente plagiati, distorti, manipolati, fabbricati intenzionalmente. Questo inevitabilmente o rafforzare pregiudizi preesistenti, pone interrogativi su ciò che è autentico e ciò che è originale
L’esposizione costante a narrazioni parziali, distorte o volutamente ingannevoli mina la fiducia nelle Istituzioni, nei media tradizionali e nella scienza, creando un clima di sospetto, cinismo e confusione. La polarizzazione digitale non solo danneggia la qualità del dibattito pubblico, ma ha anche un impatto negativo sulla coesione sociale, accentuando le divisioni ideologiche, generazionali e culturali all’interno della società italiana.
In un contesto caratterizzato da dinamiche di iperpersuasione [7](Floridi, 2025), da processi di polarizzazione e da una diffusa disintermediazione dei processi informativi, gli adolescenti che utilizzano quotidianamente le tecnologie digitali per comunicare, informarsi, apprendere e collaborare non possono più essere interpretati esclusivamente come destinatari passivi dei contenuti. Essi assumono, al contrario, un ruolo attivo nella produzione, rielaborazione e diffusione di informazioni, narrazioni e forme espressive, contribuendo in modo diretto alla costruzione dell’ecosistema informativo contemporaneo.
Tale trasformazione rende necessario un ripensamento dei paradigmi educativi tradizionali, orientato all’integrazione sistemica dell’educazione ai media con l’educazione all’intelligenza artificiale nei curricoli scolastici.
Affinché gli studenti possano cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie digitali e dall’intelligenza artificiale, contenendo al contempo i rischi, diventa centrale la promozione di un insieme articolato di conoscenze e abilità. Ciò include la comprensione dei principi di funzionamento degli strumenti digitali e dei sistemi di intelligenza artificiale, il riconoscimento del ruolo decisionale e di responsabilità degli esseri umani nel loro utilizzo, nonché l’analisi delle implicazioni sociali, culturali ed etiche che ne derivano. A queste dimensioni si affianca lo sviluppo di competenze comunicative, collaborative e critiche, necessarie per interpretare, valutare e produrre contenuti multimediali in modo consapevole.
In questo quadro, il ruolo del docente si configura come guida epistemica e mediatore critico, chiamato a progettare esperienze di esplorazione e riflessione che consentano agli studenti di riconoscere le diverse forme e i linguaggi dell’informazione, le distorsioni cognitive e informative, la misinformazione e la disinformazione, nonché le pratiche di propaganda e manipolazione. La consapevolezza di tali fenomeni non costituisce un fine in sé, ma rappresenta il presupposto per l’attivazione di processi riflessivi più profondi, in grado di orientare gli studenti verso decisioni autonome, responsabili ed eticamente fondate all’interno della società digitale.
Come è strutturato
Come già anticipato, il Framework si propone come uno strumento di supporto alla progettazione didattica e alla formazione degli educatori. Di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale, emerge l’urgenza di promuovere strategie educative capaci di aiutare gli studenti a comprendere come affrontare, gestire e utilizzare l’IA in modo consapevole. L’obiettivo non è solo favorire l’uso delle applicazioni di IA generativa, ma estendere la riflessione a scenari più ampi e complessi, che richiedono lo sviluppo del pensiero critico e solide capacità di problem solving.
In questa prospettiva, è fondamentale che anche i docenti acquisiscano e promuovano competenze metodologiche, conoscenze e abilità specifiche, in grado di sostenere pratiche didattiche coerenti con i nuovi contesti tecnologici e informativi.
Le 22 competenze che compongono l’AI Literacy Framework sono state individuate sulla base di cinque criteri fondamentali:
- Durevoli: spendibili anche in futuro, non strettamente legate agli strumenti o alle applicazioni attuali;
- Pratiche: applicabili concretamente a contesti educativi reali e vicini ai campi di esperienza di studenti ed educatori;
- Globali: rilevanti in tutti gli ambiti della vita degli studenti, dai contesti privati a quelli pubblici e scolastici;
- Flessibili: pertinenti alla vita reale, ma anche alle professioni e alle attività del futuro;
- Interdisciplinari: poiché l’IA è pervasiva e trasversale in ambito educativo, distinguere rigidamente i diversi campi disciplinari risulta ormai anacronistico.
Ogni competenza è articolata in tre componenti fondamentali: conoscenze, abilità e atteggiamenti. Ciascuna è inoltre associata a due scenari didattici distinti, pensati per rispondere alle esigenze di due fasce d’età: uno per la scuola primaria e uno per la scuola secondaria.

Questo insieme di competenze supporta la progettazione di percorsi didattici orientati allo sviluppo di processi metacognitivi, fondamentali per interagire con le informazioni e agire consapevolmente negli ambienti digitali, in particolare sulle piattaforme social. Si tratta di competenze strettamente connesse ad attività quotidiane e strumenti già ampiamente utilizzati dagli adolescenti a livello globale.
Ogni competenza viene inoltre contestualizzata attraverso quattro ambiti di applicazione, che offrono una visione articolata di come gli studenti possano interagire con l’IA:
- Utilizzare consapevolmente i contenuti digitali: comprendere come accedere ai contenuti, riconoscere la presenza dell’IA e valutarne completezza e affidabilità;
- Creazione assistita dall’IA: collaborare con sistemi di IA in processi creativi o di problem solving attraverso prompt e feedback;
- Gestione e decisioni supportate dall’IA: fare scelte intenzionali e consapevoli su come l’IA possa facilitare il lavoro, ad esempio delegando compiti organizzativi per dedicarsi ad attività che richiedono creatività, empatia e valutazione personale;
- Co-progettare con l’IA: comprendere, attraverso esperienze concrete, come l’IA funzioni e quali impatti sociali ed etici possa generare.
L’elemento innovativo dell’AI Literacy Framework risiede nel modo in cui le competenze vengono presentate e sviluppate. In una prima fase, esse sono introdotte in un elenco strutturato, accompagnato da spiegazioni che ne contestualizzano i cluster. Successivamente, ciascuna competenza viene approfondita mediante un processo di scomposizione — una vera e propria “anatomia della competenza” — e proposta in relazione a uno scenario di apprendimento, strutturato sotto forma di situazione-problema e orientato al problem solving.
Sebbene abilità e atteggiamenti siano trasferibili a diversi contesti, gli scenari didattici permettono di creare modelli operativi flessibili di combinazioni tra competenze, abilità e atteggiamenti. In questo modo, si rendono visibili percorsi concreti per sviluppare negli studenti la competenza di riferimento, sempre sotto la guida e la mediazione del docente.
Questi scenari illustrano come le competenze possano essere applicate in contesti reali, offrendo esempi pratici di attività e situazioni-problema. Ogni scenario guida gli studenti nello sviluppo di conoscenze, abilità e atteggiamenti, favorendo processi di apprendimento consapevole e critico. Inoltre, la flessibilità dei modelli consente ai docenti di adattare le combinazioni di competenze alle specifiche esigenze della classe e ai diversi livelli scolastici, garantendo un approccio personalizzato e coerente con i nuovi contesti tecnologici.
Un esempio di scenario didattico proposto dall’AI Literacy Framework è mostrato nell’immagine 1 (didascalia: “Empowering learners for the age of AI, Review Draft – May 2025”).
Competenza: Potenzialità e limiti dell’intelligenza artificiale
TASK : Decidi se utilizzare sistemi di IA sulla base della natura del task.
Il lancio della versione finale
La versione finale dell’AI Literacy Framework è prevista nei primi mesi del 2026 e sarà tradotta nelle 24 lingue ufficiali dell’Unione Europea.
Per quanto riguarda le prove PISA 2029 MAIL, sappiamo che la valutazione si svolgerà in un ambiente simulato, progettato per raccogliere informazioni sulle diverse competenze previste dal modello di alfabetizzazione. Tali competenze saranno valutate attraverso strumenti funzionali, presentati in modo realistico e accessibili agli studenti durante l’intera prova, ad esempio simulazioni fedeli di Internet, social network o strumenti di intelligenza artificiale generativa.
Si prevede che i risultati della valutazione PISA 2029 sull’alfabetizzazione mediatica e l’intelligenza artificiale (MAIL) saranno disponibili nel dicembre 2031.
Non resta, quindi, che iniziare a familiarizzare con questo nuovo strumento, preparandosi a integrare le competenze digitali e di IA nella pratica educativa quotidiana.
[1] OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) in inglese OECD è un'organizzazione internazionale che riunisce paesi con economie di mercato democratiche per promuovere politiche che migliorino il benessere economico e sociale a livello globale, attraverso analisi, raccomandazioni e standard su temi come crescita, lavoro, tassazione e commercio.
[2] Code.org è una organizzazione educativa senza scopo di lucro nata negli Stati Uniti con l’obiettivo di promuovere l’educazione alla programmazione e all’informatica nelle scuole di tutto il mondo. https://code.org/it.
[3] Ethical guidelines on the use of artificial intelligence and data in teaching and learning for educator https://education.ec.europa.eu/news/ethical-guidelines-on-the-use-of-artificial-intelligence-and-data-in-teaching-and-learning-for-educators
[4] https://education.ec.europa.eu/it/focus-topics/digital-education/plan
[5] La prima normativa completa al mondo in materia di intelligenza artificiale. https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/regulatory-framework-ai
[6] https://www.unesco.org/en/articles/ai-competency-framework-teachers
[7] Floridi,L. La differenza fondamentale, Mondadori 2025 . Cap 13 Ipersuasione: il potere manipolativo dell’IA
*Docente di Lingua e Letteratura Inglese in comando presso la DGAFI del MIM - Ambasciatrice Erasmus+ scuola. Attiva nella formazione e in processi di ricerca scientifica per l'innovazione didattica e l'alfabetizzazione ai media e all'IA.
