Lavoro e sicurezza

EDUCAZIONE DIGITALE GENITORIALE: LA GUIDA DI “SAVE THE CHILDREN”

a cura di Federica Giandinoto*

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In Italia, circa un bambino su tre, tra i 6 e i 10 anni, usa lo smartphone tutti i giorni, una tendenza in aumento negli ultimi anni. Il 62,3% dei preadolescenti, tra gli 11 e i 13 anni, ha almeno un account social. E questo, nonostante la specifica normativa, nella fattispecie il cd. “GDPR” preveda che siano necessari 14 anni - 13 con l’autorizzazione dei genitori - per fornire il consenso al trattamento dei propri dati online indispensabili ad aprire un account.

Inoltre, i sempre più frequenti episodi di cronaca, che coinvolgono adolescenti e giovani in casi di cyberbullismo, hate speech, condivisione di immagini intime senza consenso, pedopornografia on line e altre forme di violenza, rendono ancora più evidente la necessità di promuovere un accesso pieno, competente e sicuro alla rete. Per questo, “Save the children” ha recentemente lanciato la campagna sull’Educazione Digitale, insieme ad una guida con consigli e strumenti utili per genitori e altri adulti di riferimento, affinché possano accompagnare bambine, bambini e adolescenti, aiutandoli a vivere la dimensione online, tra autonomia e protezione.  I genitori, infatti, hanno un ruolo educativo fondamentale, assieme alla scuola, nel condurre i figli minorenni, di qualsiasi età, già a partire dai 5 anni, all’immenso e articolato mondo virtuale, ricco di opportunità, ma anche di pericoli che loro devono conoscere, per poterli individuare ed affrontare in modo vincente. Le nuove tecnologie digitali, infatti, non si possono ignorare, né demonizzare, perché ormai costituiscono il contesto ambientale nel quale sia noi che i nostri figli viviamo quotidianamente in una dimensione in cui l’offline quasi non si distingue più dall’online. Gli strumenti elettronici ed i loro programmi sono ormai parte integrante della vita di bambine, bambini ed adolescenti, in quanto mezzi di comunicazione e relazione, studio, creatività, e, soprattutto, di partecipazione; al contempo, all’interno del web ci si può imbattere molto facilmente in situazioni sgradevoli, mettere in atto comportamenti a rischio, essere esposti a contenuti inappropriati e a violazioni di privacy. Pertanto, si rivela fondamentale il confronto, il dialogo e la condivisione di regole, queste ultime adeguate rispetto all’età dei minori, nonché di semplici ma chiari consigli sull’uso delle tecnologie, necessari per un’educazione digitale efficace.

La guida fornita da “Save the Children”, recentemente licenziata, si rivela molto utile e pratica (Educazione Digitale | Save the Children), ed è inserita all’interno del sito della stessa associazione, scaricabile gratuitamente da ogni genitore, con la compilazione di un piccolo modulo teso a raccogliere pochi dati personali (nome, cognome, e-mail). Il documento è diviso in diverse sezioni, distinte in base all’età dei bambini (5-8 anni, 9-11 anni, 12-14 anni). L’ultima sezione è dedicata al ruolo della scuola nell’impartire l’educazione digitale. Il principio ispiratore della guida pratica è che i genitori in primis sono coloro che hanno il compito precipuo di accompagnare i figli nell’uso delle tecnologie digitali, poiché il grado di conoscenza e di autonomia che i minori possono avere di questi strumenti non sono automatici, ma frutto dell’esempio degli adulti, nonché della loro imprescindibile funzione educativa, svolta anche attraverso un dialogo continuo e costruttivo con i figli su come si usano. Un altro principio fondamentale è che i genitori non devono avere alcun timore a stabilire delle regole, seppur temporanee, anche sulla condivisione dei contenuti web, oppure sui tempi massimi di navigazione internet. A tal proposito, il cosiddetto “parental control”, più volte citato sui media, si rivela un mezzo idoneo, qualora rapportato all’età del bambino/a e adolescente.

Inoltre, è fondamentale conoscere gli strumenti, cioè il loro funzionamento, l’impostazione della privacy, e condividere con i figli gli ambienti digitali che possono frequentare a seconda della loro età e la maturità. Una notizia che può essere utile ai genitori che stanno leggendo questo articolo è che, in caso di emergenza, ci si può rivolgere al numero verde 114 (Emergenza infanzia) e, in base alla situazione, nel caso in cui i figli siano rimasti vittima di reati commessi on line, anche alla polizia postale (www.commissariatodips.it). È anche importante ascoltare attivamente i propri figli e non essere giudicanti, perché questo mondo, seppur virtuale, è il loro entusiastico mondo; inoltre, è fondamentale creare alleanze e confrontarsi con altri genitori dei compagni di classe dei figli, o con i professori di scuola. Navigare in internet, come abbiamo detto, presenta sia opportunità che rischi. Ad esempio, dal punto di vista cognitivo, scoprire e guardare contenuti multimediali può stimolare nuove conoscenze, la curiosità e la creatività dei bambini e delle bambine: basti pensare ai giochi online o ad alcune applicazioni digitali, che hanno una finalità didattico-educativa, oltre che ludica, e che attualmente vengono utilizzati anche nelle scuole nell’attività di insegnamento dei docenti.  Dal punto di vista comunicativo, invece, le app di messaggistica costituiscono certamente uno strumento essenziale per consentire ai minori di mantenere e coltivare le loro relazioni con parenti lontani, oltre che con i genitori.

La rete internet poi rappresenta un’ottima fonte di ricerca per i bambini e le bambine, che possono così trovare informazioni di sicuro loro interesse, come i pianeti del sistema solare o l’elenco delle specie dei dinosauri. L’altra faccia della medaglia nell’uso di questi contenuti, che rappresenta l’insieme dei rischi ad essi connessi, è incarnata dal fatto - che i nostri figli possono essere esposti a materiale multimediale falso, violento, stereotipato o illegale; - che dietro ai giochi digitali si nasconde una forte pressione pubblicitaria ed all’acquisto con un notevole impatto sui minori; - che possono essere comunicati dati personali dei bambini, oppure questi possono avere contatti pericolosi con sconosciuti. La ricerca in rete o attraverso un assistente vocale, poi, non ha dei limiti o dei confini, motivo per cui quella effettuata dai nostri figli può condurre a siti o contenuti non adatti alla loro età e che li possono mettere a disagio.

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In definitiva, nella dettagliata guida di “Save the children”, intitolata “Essere genitori nell’era digitale”, si danno diversi consigli su come accompagnare i propri figli nell’uso della rete e dei dispositivi ad essa connessi, che vanno dalla presenza costante nella navigazione, per poter loro fornire supporto, chiarire i dubbi, e far cogliere le opportunità della rete, all’introduzione di regole chiare sin dall’inizio, sui tempi ed i modi di utilizzo, coerenti con quanto mostrato con l’esempio dagli stessi genitori. Per tale motivo, quindi, il genitore deve essere il primo a fare un uso equilibrato e dosato dei dispositivi elettronici (smartphone, pc, ecc.), perché i figli seguono il modello parentale.

Alcune cose che i genitori possono dire ai figli, sono, ad esempio:

  1. Nella rete non si è mai anonimi;
  2. I dati personali restano on line per sempre, perché non si cancellano definitivamente: non possiamo controllarne la diffusione e l’utilizzo da parte di terzi;
  3. Io, come genitore, sono sempre al tuo fianco: se vivi un disagio in rete a causa di un contenuto oppure per strane richieste, parlamene;
  4. Proteggiamo insieme il tuo account, perché la tua identità digitale è reale!
  5. Non tutto quello che vedi online è vero, infatti immagini o video possono essere modificate oppure totalmente falsate.

 

La guida si presenta davvero preziosa e illuminante per i genitori delle giovanissime generazioni, per cui ne consiglio vivamente la consultazione, affinché i nostri figli facciano un uso consapevole, sicuro, responsabile e critico della rete e di tutti i suoi servizi.

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SITOGRAFIA

Educazione Digitale | Save the Children

“Essere genitori nell’era digitale” - Guida pratica (Save the children)

 

*Avvocato, funzionaria amministrativa presso il Centro Sistema Bibliotecario dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza

 

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