Scienze ed altri saperi

Le attività manuali del bambini: sviluppo cerebrale, psicomotorio, cognitivo ed affettivo

Le attività manuali del bambini: sviluppo cerebrale, psicomotorio, cognitivo ed affettivo

di Federica Giandinoto*

Diverse ricerche nell’ambito delle neuroscienze e della psicologia dello sviluppo hanno dimostrato ormai da anni che le attività manuali di tipo creativo favoriscono lo sviluppo cerebrale, cognitivo e psicomotorio del bambino.

Per attività manuali intendiamo tutte quelle manipolazioni di materiali di gioco che fanno i nostri piccoli, a partire dalla lavorazione della plastilina, fino ad arrivare alla pasta di sale o di bicarbonato, o all’impasto per i biscotti, cioè a tutte quelle attività che i bambini svolgono solitamente in famiglia o a scuola.

Sono prodotti dell’uso delle mani che costituiscono la manifestazione di una delle capacità cognitive, la fantasia, che a sua volta viene in tal modo stimolata.

Il nostro cervello, sin dai primi anni di vita, è in un processo di continua elaborazione ed immaginazione, che viene con la manualità trasfusa in opere concrete, oggetti e manufatti che rimangono a testimonianza del pensiero astratto antecedente.

E fondamentale ricordare anche come il sistema nervoso dei bambini, nei primi anni di vita, continui a svilupparsi ed a crescere, essendo un organo dotato di plasticità (la nota “plasticità neuronale”).

Inoltre, le mani, così come il viso, sono le parti del corpo che possiamo muovere con maggiore destrezza e scioltezza, grazie alla maggior rappresentazione nella nostra corteccia cerebrale motoria delle stesse, secondo quello che nelle neuroscienze si chiama “homunculus” (l’omino virtuale disegnato in corrispondenza della raffigurazione della stessa corteccia, stante a rappresentare la porzione deputata al controllo delle varie parti del corpo, che per questo sono rappresentate con una grandezza diversa).

Inoltre, poichè le dita e le mani sono ricche di recettori tattili, e l’evoluzione del cervello dipende dalle attività manuali, più il bambino può fare esperienze di tipo tattile e manuale, più la sua attività cerebrale viene stimolata, non solo nelle abilità fino-motorie, ma anche nella cd. “propriocezione”, cioè la capacità di percepire correttamente il proprio corpo nello spazio.

Tra queste attività creative, oltre a quelle succitate, si può pensare alla pittura e a tutte le arti figurative, alla decorazione di oggetti, nonché alla creazione di giochi artigianali costruiti con materiali di uso quotidiano.

Uno di questi giochi può essere quello di formare delle collane e dei bracciali con la pasta: è un lavoretto che favorisce la coordinazione oculo-manuale, lo sviluppo della memoria procedurale (quella di come si fanno le cose e di come si usano gli oggetti, che poi entra nella cosiddetta memoria a lungo termine), la capacità attentiva, ed infine quella di sperimentare il passaggio dal pensiero e dalle idee astratte alla loro realizzazione concreta.

Inoltre, fatto non meno importante, questo tipo di compito aumenta l’autostima dei bambini ed il loro senso di autoefficacia, creando sul piano emotivo ed affettivo una relazione positiva e solida con gli altri membri della famiglia, e potendo costituire un canale di sfogo di tensioni e accumulo di aggressività che il bambino poteva covare da tempo.

C’è anche un altro aspetto basilare da considerare, relativamente alla buona crescita dei nostri bambini e allo sviluppo di varie abilità e competenze fondamentali per ogni essere umano: gli abbracci e le carezze che diamo loro nei primi tre anni di vita.

Il contatto fisico con i propri figli piccoli contribuisce a dare loro benessere dal punto di vista emotivo, ma non solo.

Infatti, un interessante studio svolto dall’Università di St. Louis di Washington, ha dimostrato che nei bambini che avevano ricevuto più abbracci dalle loro madri in questi primi anni di vita avevano sviluppato un ippocampo più grande. L’ippocampo è quell’area cerebrale, facente parte del cd. “sistema limbico”, che è deputato alla regolazione ed al controllo della memoria e dello stress.

Poiché i nuovi neuroni del neonato, fino ai primi tre anni di vita soprattutto, si formano e crescono ad un ritmo molto veloce, è bene che il bambino non venga affatto privato di stimoli sensoriali, molti dei quali, come già detto, possono provenire proprio dal gioco.

Anche le ore di sonno sono importanti, però, per consentire la consolidazione di quello che il bambino ha imparato.

E meraviglioso scoprire grazie a numerose ricerche scientifiche, che le carezze e le coccole ai nostri bambini aumentano il loro sviluppo cerebrale, così come quando i genitori giocano, cantano, leggono, parlano o raccontano una storia al bambino e gli somministrano un’adeguata alimentazione.

Tutto questo promuove la crescita di bambini sicuri, fiduciosi in sé e negli altri, ed anche dotati di grande creatività.

Jean Piaget, uno dei massimi padri della psicologia dello sviluppo e della pedagogia moderna, studioso dell’apprendimento cognitivo infantile, diceva: “L’obiettivo principale dell’educazione dovrebbe essere quello di creare esseri umani che siano capaci di fare cose nuove, non solo di ripetere semplicemente ciò che le altre generazioni hanno fatto: esseri umani creativi, inventivi e scopritori. La seconda meta dell’educazione è formare menti che possano essere critiche, che possano verificare e non accettare tutto ciò che gli si offre”.

Cari genitori, quest’articolo è quindi rivolto a voi: quanto sopra esposto dovrebbe aiutarvi a far “venire fuori” tutta un’ampia gamma di abilità ai vostri figli, quali lo sviluppo di competenze socio-relazionali positive, forti ma che non creino dipendenza dagli altri, lo sviluppo dell’autonomia e di una buona autostima ed infine il rafforzamento dell’empatia.

È importante dunque che voi genitori partecipiate a diverse attività per migliorare lo sviluppo cerebrale del bambino. È di vitale importanza spingerli ad esplorare e ad imparare, a scoprire cose nuove e a cercare le risposte e risolvere i problemi in autonomia. Cercando le proprie risposte e le proprie soluzioni, invece di ottenerle sempre dagli adulti, trarranno il massimo giovamento dagli stimoli e il loro sviluppo cerebrale sarà ottimale.

State con i vostri bambini e fate loro una carezza (impossibile non pensare all’esortazione del grande pontefice Giovanni XXIII…), non lasciateli davanti ad un muto schermo di un pc!

*Avvocato, funzionaria amministrativa presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza e studentessa di “Scienze e Tecniche Psicologiche” presso lo stesso Ateneo


SITOGRAFIA

https://harmoghe.com/blog/limportanza-di-proporre-lavoretti-manuali-ai-nostri-bambini-idee-e-consigli/)

https://lamenteemeravigliosa.it/sviluppo-cerebrale-bambini

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