a cura di Gabriele Brusco*
*Consulente finanziario
Una delle più importanti innovazioni introdotte dallo sviluppo della finanza digitale, o fintech, è il cosiddetto Open Banking. Si può in questo caso parlare di una vera e propria rivoluzione che impatta già nella nostra quotidianità. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.
Che cos’è l’Open Banking
L’Open Banking è destinato a ridisegnare il tradizionale modo di fruizione dei servizi finanziari e bancari da parte dei singoli consumatori e delle imprese. In particolare si basa sulla condivisione delle informazioni relative ai conti ed ai pagamenti tra diverse istituzioni finanziarie in modo sicuro e standardizzato. Questo permette a terze parti, come altre banche o società di fintech, di accedere ai dati finanziari di un cliente, il quale ne ha preventivamente autorizzato l’accesso, attraverso le API (Application Programming Interface) aperte e standardizzate.
Alle base di questo processo di condivisione ci sono dunque le cosiddette API che sono un insieme di protocolli informatici che consentono a determinate applicazioni di comunicare con altre applicazioni. Immaginate una sorta di traduttore universale che consente a due software che parlano linguaggi differenti di comprendersi perfettamente. Una similitudine famosa nel mondo dell’informatica che ci consente di capire facilmente il funzionamento delle API è quella con l’attività del postino. Il postino, quando riceve una lettera, non fa altro che consegnarla all’indirizzo che è indicato sulla busta. Per cui mittente e destinatario delle missiva non vengono mai in contatto, il postino non ha necessità di conoscere il contenuto della missiva e il tutto si svolge seguendo una serie di passaggi, dunque un protocollo, conosciuto a tutti i partecipanti: si inserisce la missiva dentro una busta affrancata, vi si scrive un indirizzo di recapito e si spedisce. Per cui si può dire che quello che fa un’API nei sistemi informatici non è altro che quello che svolge il postino nella vita di tutti i giorni.
La condivisione delle API è stata introdotta in ambito europeo dalla cosiddetta PSD2 (Payment Service Directive), ossia la direttiva relativa ai servizi di pagamento, entrata in vigore nel settembre del 2019 e che obbliga le banche, previa autorizzazione del cliente, a condividere, per mezzo delle API, le informazioni finanziarie del cliente stesso. Questa norma rappresenta un punto di svolta perché permette la condivisione autorizzata dei dati tra i diversi attori del settore bancario e dei servizi finanziari, cambiando così le logiche dell’ecosistema bancario tradizionale e aprendo la strada ad una maggiore competitività tra le banche e le società di servizi bancari, finanziari e assicurativi. In particolare questa condivisione dei dati porta ad una maggiore trasparenza e facilita l'innovazione nel settore attraverso la creazione di prodotti finanziari e bancari più personalizzati e mirati, l'automatizzazione dei processi, l'integrazione di servizi con altre attività come, ad esempio, la gestione delle spese.
L’immagine che segue, tratta dal sito della società Noda, uno dei maggiori player nel mondo dei pagamenti digitali, aiuta a cogliere l’evoluzione rappresentata dall’Open Banking. L’immagine mette a confronto il tradizionale ecosistema bancario chiuso con la nuova realtà dell’Open banking
Quello che ci raccontano questi diagrammi di flusso è una nuova realtà fatta di disintermediazione e maggiori possibilità.
Innanzitutto si nota che, mentre nel mondo bancario tradizionale il controllo dei dati personali è di esclusiva competenza della banca, con l’Open Banking torna al consumatore il quale può scegliere se condividerli o no. Si assiste inoltre ad una compartecipazione ai dati ed alle informazioni il che consente maggiori connessioni tra i vari attori del mercato. Questo genera le condizioni per creare un’offerta di soluzioni finanziarie costruite su misura sulle esigenze del singolo consumatore, condizione non possibile nel più rigido sistema bancario tradizionale, grazie ad un processo virtuoso di collaborazione attraverso i vari soggetti. Inoltre, questa nuova architettura elimina le barriere all’ingresso di nuovi soggetti il che si traduce in nuove idee e nuove tecnologie cosa non possibile nel vecchio e chiuso mondo bancario tradizionale.
Si creano, dunque, le basi per un processo di innovazione continua consentendo a nuove aziende di sviluppare e distribuire prodotti e servizi finanziari più rapidamente e in modo più efficiente grazie ad una maggiore diversificazione nell'offerta.
Un altro importante aspetto è una maggiore razionalizzazione dei costi. Infatti l'automazione dei processi e la condivisione dei dati contribuiscono a ridurre i costi operativi e migliorando l'efficienza dei servizi offerti. Pensate, ad esempio, ai processi di valutazione e concessione del credito, che vedono notevolmente diminuiti i propri tempi e, dunque, i propri costi proprio grazie alla condivisione e all'accesso veloce ai dati finanziari dei richiedenti.
Alcuni esempi
Numerose sono le applicazioni già in uso. La più diffusa è rappresentata dalle app cosiddette di Account Information, che consentono di accedere ai conti correnti, residenti in strutture diverse, tramite applicazioni diverse da quelle bancarie permettendone la gestione su di un unico cruscotto.
Altri esempi sono quelli delle app di Fund Confirmation, che danno la possibilità di verificare la presenza di fondi a copertura di un determinato importo richiesto per una transazione, così come quelli delle app che consentono pagamenti istantanei, cosiddetti peer-to-peer.
Altro esempio significativo è dato dalle app che consentono di integrare in un unico ambiente risparmi allocati presso intermediari diversi consentendone così un monitoraggio ed una gestione più semplice e veloce.
Conclusioni
Come si è visto l’Open Banking ha modificato radicalmente l'orizzonte dell’industria finanziaria soprattutto favorendo l’ingresso di nuovi soggetti nel sistema, dal quale erano precedentemente esclusi, favorendo così maggiori benefici per i consumatori finali. Ci sono tuttavia ancora delle criticità da superare. Una di queste è data dalla presenza su un mercato, che si fa sempre più appetibile da parte delle aziende, delle cosiddette Big Tech, il che potrebbe portare ad una concentrazione del mercato in mano a pochi soggetti che avrebbero così la possibilità di muovere il prezzo dei prodotti e dei servizi a loro piacimento azzerando così tutti i vantaggi, in termini di costo, che la rivoluzione dell’Open Banking promette.
Un altro elemento di rischio è quello relativo alla privacy dei singoli utenti così come quello legato alla sicurezza in generale. Si tratta di rischi marginali, che tuttavia possono avere un impatto importante nei vari processi.
In conclusione quello che ci aspetta è un futuro, che in alcuni casi è già presente, fatto di maggiori possibilità legate ad una maggiore velocità della circolazione dei dati così come dei capitali che consente di accedere a soluzioni sempre più su misura rispetto alle nostre esigenze finanziarie, assicurative e bancarie.
