Dalle Scuole

“Conoscere i nuovi media per una comunicazione efficace”: un’esperienza di percorso curricolare per la cittadinanza digitale

“Conoscere i nuovi media per una comunicazione efficace”: un’esperienza di percorso curricolare per la cittadinanza digitale

a cura di Anna Rita Colella*

Il progetto “Conoscere i nuovi media per una comunicazione efficace”, sviluppato all’interno delle ore di Educazione Civica per le classi terze di una scuola secondaria di primo grado e le classi prime di un Istituto Professionale, nasce con l’obiettivo di promuovere una cittadinanza digitale attiva e responsabile. Si tratta di un percorso curricolare per la riflessione sull’uso dei nuovi media attraverso una conoscenza non solo tecnica, ma anche semiotica, etica e sociale. L’iniziativa si pone pienamente all’interno del quadro delineato, sia dalla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 23 novembre 2023, che promuove l’alfabetizzazione digitale inclusiva e critica fin dall’inizio dell’istruzione obbligatoria, sia dalle Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo 2025, che invitano le scuole a governare la trasformazione tecnologica con prudenza, senso etico e mediazione educativa.

In un tempo in cui la comunicazione digitale attraversa ogni aspetto della vita sociale, educativa e relazionale, la scuola è chiamata ad assumere un ruolo attivo e consapevole nella formazione di cittadini digitali critici, responsabili e partecipi.

Il progetto “Conoscere i nuovi media per una comunicazione efficace” ha lo scopo di sviluppare nei ragazzi capacità di riflessione e partecipazione, offrendo strumenti per leggere criticamente i messaggi mediali, riconoscere le forme di manipolazione, e sperimentare pratiche di comunicazione più consapevoli e autentiche.

L’idea parte dalla progettazione di un percorso didattico curriculare di Media Education da poter utilizzare nelle ore di Educazione Civica e indirizzato a studenti del primo e del secondo ciclo. Lo scopo è quello di aumentare la consapevolezza nell’uso dei nuovi media in considerazione del concetto di “cittadinanza digitale” espresso nelle linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica, quale la capacità di un individuo di avvalersi consapevolmente e responsabilmente dei mezzi di comunicazione virtuali. In particolare, il percorso è stato strutturato per far riflettere gli studenti, partendo dalle loro esperienze quotidiane, sul funzionamento dei nuovi media analizzandoli dal punto di vista tecnologico, semiotico dei linguaggi, etico/sociale. In questo modo si intendono fornire conoscenze utili a migliorare la capacità di interagire con le nuove forme di comunicazione considerando anche i concetti di crossmedialità e transmedialità.

Obiettivi specifici di apprendimento

Il progetto ha la finalità generale di rendere consapevoli gli studenti delle implicazioni dell’uso dei nuovi media, sviluppando competenze utili per una comunicazione efficace e responsabile. Gli obiettivi specifici di apprendimento su cui si basa il percorso didattico sono i seguenti:

  • conoscere le caratteristiche tecniche dei media digitali;
  • conoscere le basi del linguaggio audiovisivo per saper comunicare in modo efficace;
  • conoscere i concetti di transmedialità e crossmedialità nella creazione e diffusione dei contenuti per poter acquisire un atteggiamento critico verso le informazioni circolanti online e per essere anche in grado di creare contenuti mediali efficaci;
  • riflettere sugli aspetti etici e sociali legati all’uso dei media.

Struttura e metodologia

La proposta formativa, progettata con un approccio laboratoriale e partecipativo, prevede 6 moduli da due ore ciascuno, inseriti nelle 33 ore previste per l’insegnamento dell’Educazione Civica. Ogni modulo è costruito attorno a una domanda-guida con lo scopo di coinvolgere direttamente gli studenti e attivare una riflessione critica, ed è organizzato in tre fasi:

  • Brainstorming e incipit

  • Lezione partecipata con analisi di casi reali

  • Attività per consolidare i contenuti e conoscere il feedback degli studenti (esercitazioni da condividere su lavagne virtuali)

Modulo1

Si parte con un brainstorming sul significato del termine media, e su come i vecchi media si siano integrati con i nuovi media. Le domande “Cosa succede quando inviate un messaggio o una foto a un vostro amica/o su WhatsApp? Come viaggiano le informazioni in rete?” fanno da incipit per introdurre le tecnologie che utilizzano i nuovi media, ovvero la rete Internet, il Web e i protocolli di rete (come sono nati e come funzionano). Ci si focalizza quindi sulla modalità di condivisione di testi, audio e immagini e sul significato che il “digitale è per sempre”.

Attività da far svolgere agli studenti: "il messaggio che mi è sfuggito di mano"

Ogni studente riceve un foglietto e, in forma anonima, descrive un’esperienza personale (o vissuta da altri) in cui ha inviato o ricevuto un messaggio — testo, foto, video o audio — che è stato successivamente inoltrato o diffuso, generando imbarazzo e facendogli perdere il controllo sul contenuto. Il docente legge alcune esperienze (scegliendo quelle più significative e rispettando la sensibilità degli studenti) e guida una breve discussione: cosa si sarebbe potuto fare per evitarlo?

Modulo2

La seconda lezione del percorso prende spunto da un gesto quotidiano molto comune tra gli studenti: lo scatto di una foto con il cellulare. Dopo averli invitati a realizzare una fotografia, si introducono domande come “Cosa sono le linee orizzontali e verticali che la maggior parte dei cellulari mostra nell’inquadratura?” e “Come si può creare una foto che susciti emozione?”. Questi spunti servono come incipit per presentare le nozioni di base del linguaggio audiovisivo, come la regola dei terzi, le inquadrature, l’uso della luce e del suono.

Attività da far svolgere agli studenti: “emozione in un video-scatto”

Ogni studente scatta una foto o realizza un breve video clip con il proprio cellulare seguendo la regola dei terzi e utilizzando luce ed elementi narrativi per trasmettere un'emozione precisa (gioia, malinconia, rabbia…). Al termine dell’attività, condivide il proprio lavoro accompagnandolo con una breve descrizione in cui spiega come ha utilizzato la regola dei terzi, la luce e le inquadrature.

Modulo3

Nella terza lezione ci si focalizza sull’uso delle tecnologie per modificare le immagini con particolare attenzione ai deep fake generati dall’intelligenza artificiale e a un protocollo di analisi per decostruire le immagini. L’attività prevede alcuni esempi pratici, a partire da immagini selezionate dagli studenti tra quelle tratte da notizie online.

Attività da far svolgere agli studenti: “decostruisci un'immagine”

Gli studenti, suddivisi in gruppi, scelgono un’immagine online (ad esempio un meme, una foto virale o sospetta) e creano un breve scheda di analisi in cui rispondono alle seguenti domande:

  • Cosa rappresenta l’immagine? Quali sono le sue caratteristiche estetiche (composizione, luce, colore, profondità di campo, inquadratura)?

  • Chi ha creato l’immagine e in quale contesto è stata diffusa?

  • Qual è il messaggio implicito?

  • Quali indizi ci fanno sospettare che possa trattarsi di un fake?

Modulo4

La quarta lezione prende avvio dalle domande “Quanto tempo passiamo sul cellulare? E quali sono i social media che utilizziamo maggiormente?”, utilizzate come spunto per introdurre il tema dei comportamenti online. Si analizzano i dati sull’uso dei social media tratti dal sito DataReportal.com e il funzionamento degli algoritmi dei social network, attraverso esempi legati alle esperienze quotidiane degli studenti. Viene inoltre approfondito l’impatto degli algoritmi in relazione ai fenomeni di polarizzazione e al rischio delle echo chamber.

Attività da far svolgere agli studenti: “diario dei social”

Ogni studente tiene un mini-diario per un’intera giornata, annotando:

  • Quanto tempo trascorre sui social?

  • Che tipo di contenuti ha visualizzato più frequentemente?

  • Se ha notato la presenza di contenuti ripetuti o simili?

  • In che modo è stato influenzato dai contenuti visti? Hanno confermato idee già consolidate o gli hanno fatto scoprire cose nuove?

Modulo5

La quinta lezione è dedicata al tema della creazione dei contenuti e a come le tecnologie abbiano trasformato le modalità di diffusione delle informazioni e delle narrazioni. Si parte con la domanda “Di quali personaggi/racconti siete fandom?”, per introdurre l’analisi di esempi di transmedialità e crossmedialità tratti dalle esperienze dirette degli studenti.

Attività da far svolgere agli studenti: “progetta un contenuto mediale”

Gli studenti scelgono un tema o un messaggio che desiderano comunicare (ad esempio un hobby, un valore personale o un problema sociale) e progettano un contenuto rispondendo ai seguenti punti:

  • in quale formato diffonderlo (video, post, storie, podcast, ecc.);

  • su quali piattaforme pubblicarlo (Instagram, TikTok, YouTube, blog…);

  • in che modo mantenere coerenza narrativa tra i diversi canali (transmedia storytelling).

Modulo6

Nella sesta e ultima lezione si dà spazio alla presentazione delle attività realizzate dagli studenti, seguita dalla valutazione e autovalutazione del percorso attraverso la compilazione di griglie appositamente predisposte.

Sistema e strumenti di valutazione

La valutazione tiene conto del grado di interazione dello studente, in particolare della partecipazione alle attività richieste e della qualità e pertinenza dei contenuti condivisi. Al termine del percorso agli studenti viene proposto un breve sondaggio volto a favorire una riflessione personale sui contenuti trattati nelle lezioni (come mi sono sentito nello svolgere le attività, cosa ho imparato di nuovo, cosa vorrei approfondire).

Risultati dell’esperienza

Dall’esperienza avuta con gli studenti che hanno seguito il percorso curricolare è emerso che, comprendendo meglio il funzionamento delle tecnologie, hanno sviluppato una maggiore consapevolezza riguardo ai problemi di rappresentazione, ai pregiudizi e ai fenomeni di polarizzazione nei nuovi media. Gli studenti, inoltre, hanno applicato le competenze acquisite alla pratica scolastica quotidiana, ad esempio nella realizzazione di presentazioni multimediali e video saggi relativi alle diverse discipline, dimostrando una maggiore consapevolezza sia comunicativa che tecnica. Fondamentale è stata la condivisione delle proprie esperienze personali che ha contribuito a dare un valore aggiunto a tutto il percorso didattico.

Conclusioni

L’esperienza ha rappresentato un primo tassello nella costruzione di una cittadinanza digitale consapevole e responsabile in linea con le più recenti politiche educative europee.

Il progetto risponde anche a uno degli obiettivi centrali delle nuove Indicazioni Nazionali: integrare le tecnologie digitali rafforzando le dimensioni umane e sociali dell’apprendimento aiutando gli studenti non solo nell’acquisizione di competenze tecniche, ma anche nella comprensione del linguaggio dei media, nella valutazione critica dei contenuti e nella consapevolezza dell’impatto che essi hanno nella costruzione della propria identità e delle relazioni con gli altri.

Una delle principali sfide emerse riguarda la trasversalità disciplinare. Il percorso, infatti, è stato limitato alle ore di Educazione Civica, ma il suo potenziale risulterebbe amplificato se integrato stabilmente all’interno del curricolo delle diverse discipline. In questo modo si favorirebbe una formazione più completa e coerente con le sfide della contemporaneità.

Voci dal percorso: alcune testimonianze degli studenti

Di seguito alcune delle testimonianze degli studenti raccolte sulla scheda di valutazione alla fine del percorso:

  • Non pensavo che la rete Internet fosse così complessa. Ora faccio più attenzione prima di postare qualcosa.” – Martina, 14 anni
  • Mi ha colpito scoprire che i social ci mostrano solo quello che vogliamo vedere. Ora capisco perché le persone si dividono su certi temi.” – Roby, 15 anni
  • All’inizio pensavo che questo progetto sarebbe stato solo un’altra lezione su come usare bene Internet. Invece mi sono sorpresa: abbiamo parlato di cose che facciamo ogni giorno ma che nessuno ci aveva mai spiegato davvero. Ora, quando guardo un video sui social o leggo un post, mi chiedo chi lo ha fatto, con quale scopo, se mi sta manipolando in qualche modo. Mi ha fatto anche pensare a come io voglio comunicare: non solo per attirare like, ma per dire davvero qualcosa” – Chiara, 15 anni

 

Bibliografia


*Docente di Tecnologie informatiche specializzata - Collabora con il Digital Storytelling Lab del Dipartimento di scienze umanistiche dell’Università di Udine. In servizio presso la sede del M.I.M. nel gruppo di supporto al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)

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