Tecnologie, Genitori e Minori

Ancora su smartphone e minori

Ancora su smartphone e minori

Un quesito che perplime intere generazioni di genitori è il seguente: gli smartphone rappresentano un reale pericolo? Ecco, la risposta a questa domanda non è affatto banale e i pregiudizi non risultano una risposta sufficiente. Essa, piuttosto, si potrebbe trovare all'interno di studi condotti da vari paesi e attraverso i precedenti penali circa l'uso dei cellulari.

I consigli del governo svedese

Il primo esempio è fornito dai provvedimenti del governo svedese: sebbene si tratti di semplici consigli e linee guida non obbligatorie, l'autorità sanitaria pubblica, Folkhälsomyndigheten, indirizza i genitori al divieto di schermi di ogni tipo per i bambini al di sotto dei due anni.

A fronte di una media di ore quotidiane davanti gli schermi che si aggira tra le quattro ore alle otto ore al giorno il governo non vuole rimanere immobile: si consiglia di adottare un limite di un'ora giornaliera, per i bambini tra i 2 e i 5 anni, due ore giornaliere, per i giovani tra i 6 e i 12 anni, e di tre ore giornaliere, per i ragazzi tra i 13 e i 18 anni. Inoltre, il governo auspica un controllo settimanale dei contenuti visionati sul web per tutti gli adolescenti.

Le parole del ministro degli Affari sociali, Jakob Forssmed: «Per troppo tempo abbiamo permesso a schermi e app di rubare tempo e attenzione a scapito di ciò che sappiamo essere necessario per stare bene. Sappiamo che l'uso dei media digitali può avere effetti negativi sulla salute, tra cui un peggioramento del sonno e sintomi di depressione.

Con queste raccomandazioni adatte all'età, ora c'è un importante supporto per i bambini e i giovani, per i genitori e per chi si occupa di loro, per un uso più sano, consapevole e responsabile degli schermi e dei media digitali».

Il tema, tuttavia, non gira unicamente attorno all'utilizzo degli smartphone, bensì anche attorno alle fasce orarie interessate: il governo e l'agenzia per la salute, infatti, raccomandano i genitori di vietare l'utilizzo dei cellulari prima di andare a letto, allo scopo di salvaguardare il sonno dei più piccoli.

Infine, Helena Frielingsdorf, una ricercatrice svedese dell'autorità Folkhälsomyndigheten, ha dichiarato che anche i genitori si devono sottoporre a delle regole e che questi devono rappresentare un modello virtuoso da seguire in ambito informatico.

Lo studio condotto in Francia

Anche la Francia in questi ultimi anni si è impegnata su questo fronte: in primis nelle scuole sono stati vietati i cellulari per gli studenti fino ai 15 anni. Inoltre, uno studio scientifico,commissionato dal precedente governo e dall'ex presidente Macron, e guidato da Servane Mouton, neurologa, e da Amine Benyamina, responsabile del servizio di psichiatria e dipendenze dell'ospedale Paul-Brousse, ha sancito che i bambini sotto i 3 anni non dovrebbero essere esposti a nessun tipo di schermo e che nessun bambino dovrebbe avere un telefono prima degli 11 anni, utilizzare i social "etici", come Mastodon, prima dei 15 e i social convenzionali, come TikTok o Instagram, prima dei 18. Secondo lo studio francese il governo e i genitori si dovrebbero impegnare per contrastrare la “strategia dell'industria tecnologica orientata al profitto di catturare l'attenzione dei bambini, utilizzando tutte le forme di pregiudizio cognitivo per rinchiudere i bambini sui loro schermi, controllarli, reimpegnarli e monetizzarli”.

In tal senso, gli schermi di qualsiasi genere dovrebbero essere totalmente banditi dalle scuole materne per i bambini sotto i sei anni e nelle scuole elementari non dovrebbero essere utilizzati tablet o dispositivi digitali in generale per studiare e apprendere.

Anche questo studio parla dei genitori: essi sono vittime di una potente industria, le lobby della tecnologia, e anche loro dovrebbero limitare l'uso di cellulari, poiché interferiscono con la loro capacità di concentrarsi sul parlare, mangiare o giocare con i loro figli.

Benyamina ha affermato: «Gli algoritmi che stimolano il sistema del piacere e sono costruiti per evitare che si perda interesse nei contenuti hanno una dinamica di dipendenza».

Come per il caso della Svezia, il governo francese era alla ricerca di linee guida, suggerimenti e studi scientifici ai quali i genitori si potevano appoggiare per educare al meglio i propri figli.

I divieti nelle scuole italiane

Nelle scuole italiane, invece, il ministro dell'istruzione e del merito è stato chiaro: infatti, Valditara ha dichiarato che i cellulari devono essere severamente vietati in classe e che rappresentano un pericolo per l'apprendimento, la concentrazione e lo sviluppo dello studente.

Le dichiarazioni del ministro sono supportate dalla scienza? Secondo il Global Education Monitoring Report dell’Unesco la presenza di smartphone in aula può contribuire a ridurre la concentrazione degli studenti e abbassare la performance accademica fino al 10-20%.

Tuttavia, non tutte le scuole adottano lo stesso metodo per vietare gli smartphone: in alcuni casi l'istituto consente di tenere con sé il proprio cellulare, ma impone che venga spento per l'intera durata della giornata scolastica, in altri casi, invece, i ragazzi vengono obbligati a consegnare i cellulari all'ingresso della scuola o all'ingresso dell'aula in appositi armadietti custoditi da docenti o collaboratori scolastici. Nonostante queste norme, però, solo il 16% degli studenti dichiara che i cellulari non sono stati utilizzati in classe durante queste prime settimane di scuola.

I provvedimenti di Instagram

Come i vari governi, anche Instagram, o più propriamente Meta, si allinea alla vigente preoccupazione dell'utilizzo di smartphone e social da parte dei giovanissimi. Difatti, entro l'inizio del 2025 arriveranno gli account per teenager, più precisamente per tutti i ragazzi con un'età inferiore i 16 anni. Si tratta di account con restrizioni e supervisioni da parte dei genitori: secondo quanto dichiarato da Instagram, per questi account sarà attivato un promemoria che ricorderà di non utilizzare il social per più di 60 minuti al giorno, le notifiche del social saranno disattivate dalle 22 alle 7 per salvaguardare il loro sonno. E ancora, i genitori potranno vedere con chi scambiano i messaggi i figli negli ultimi sette giorni, fissare un tempo limite, questa volta obbligatorio, per l'utilizzo del social media, impostare che per un certo periodo i loro figli non potranno utilizzare Instagram, simulando una sorta di "punizione" e, infine, visionare gli argomenti per i teenager selezionati dall'algoritmo.

Dunque, delle precauzioni non solo da parte di governi e scienziati, bensì dalle stesse aziende.

Il pericolo è reale?

Insomma, secondo governi, scienziati e le "potenti industrie" il pericolo c'è ed è più che reale. I genitori che desiderano un'infanzia priva di tecnologia aumentano, così come testimonia il movimento "smartphone free childhood": si tratta di un movimento mondiale, di spicco in UK, in Canada e negli USA, che cerca di liberare i più piccoli dalla tecnologia, favorendo esperienze di gioco all'aperto, interazioni sociali dirette e attività creative, senza le distrazioni e le pressioni associate ai dispositivi digitali.

Come hanno asserito il pedagogista Daniele Novara e il medico psicoterapeuta Alberto Pellai, i genitori non aspettano altro che direttive e linee guida dai governi e dalle istituzioni, allo scopo di non intraprendere le cieche vie delle restrizioni prive di raziocinio e per pensare strade alternative supportate dalla scienza.

Dunque, il dibattito tra neoluddisti e sostenitori della tecnologia è più aperto che mai e il pericolo degli smartphone riguarda tutti noi.

a cura di Fabrizio Pennino

powered by social2s

RIFERIMENTI

logo icted

ICTEDMAGAZINE

Information Communicatio
Technologies Education Magazine

Registrazione al n.157 del Registro Stam­pa presso il Tribunale di Catanzaro del 27/09/2004

Rivista trimestrale  

Direttore responsabile/Editore-responsabile intellettuale

Luigi A. Macrì

NOTE INFORMATIVE

AREA RISERVATA