Tecnologie, Genitori e Minori

L’EUROPA SI ATTIVA PER LA PROTEZIONE DEI MINORI DAL RISCHIO DI DIPENDENZA DAI SOCIAL

L’EUROPA SI ATTIVA PER LA PROTEZIONE DEI MINORI DAL RISCHIO DI DIPENDENZA DAI SOCIAL

di Luigi A. Macrì*

La Commissione europea ha aperto un’inchiesta su Facebook e Instagram (Meta) in quanto sospettati di favorire comportamenti di dipendenza da parte dei minori e di non proteggerli dai contenuti inappropriati. L’inchiesta è partita nel mese di aprile in quanto sospettati di non aver rispettato i loro obblighi in tema di lotta alla disinformazione in vista delle prossime elezioni gi giugno.

Questa è la sesta inchiesta formale aperta dalla Commissione europea nell’ambito del Digital Services Act (D.S.A.), entrato in vigore nel 2023, per contrastare contenuti e .prodotti illeciti on line.

Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno e i servizi afferma che, come prevede il nuovo D.S.A., “si ritiene che Meta non abbia fatto abbastanza per mitigare i rischi per la salute fisica e mentale dei minori europei”.

Meta ha reagito alla notizia dichiarando. “Vogliamo che i ragazzi abbiano esperienze online sicure e adatte alla loro età, e per questo negli ultimi dieci anni abbiamo sviluppato più di cinquanta strumenti per proteggerli”, ha dichiarato un portavoce dell’azienda statunitense. “Si tratta di una sfida che riguarda l’intero settore, e non vediamo l’ora di condividere i dettagli del nostro lavoro con la Commissione europea.”.

In questi ultimi mesi la Commissione europea ha aperto anche due inchieste formali nei confronti di Tik Tok e una contro il social network X (già Twitter).

Oltre ai social networks già citati, il DSA si applica ai colossi de digitale come Google, Apple, Amazon e Microsoft. La Commissione europea ha reclutato oltre cento esperti per porre sotto sorveglianza diretta ventitrè colossi di internet tra cui tre siti porno, Pornhub, Stripchat e XVideos.

I trasgressori rischiano molto, fino al 6 per cento del fatturato annuo globale e, nel caso di gravi e ripetute violazioni, il divieto di operare nell’Unione Europea.

Il procedimento della Comunità europea intende esplorare i potenziali impatti della dipendenza dai social defniti anche come “rabbit hole” in cui un algoritmo attrae i giovani con contenuti come quelli sull’immagine corporea. Saranno verificati anche l’efficacia degli strumenti, utilizzati da Meta, per individuare l’età e il livello di privacy dei minori.

Le intenzioni, a sentire Breton un portavoce di Meta, sembrano buone: “Vogliamo che i giovani abbiano esperienze online sicure e adeguate alla loro età e abbiamo trascorso un decennio a sviluppare strumenti e linee guida progettati per proteggerli. Questa è una sfida che tutto il settore sta affrontando, e non vediamo l'ora di condividere i dettagli del nostro lavoro con la Commissione Europea”.

* Direttore responsabile/editoriale

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