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GENNAIO 2026 - PADRE PAOLO BENANTI E UNA NUOVA ETICA PER L'IA -

 a cura di Luigi A. Macrì*

 

Dal lancio di Chat GPT, nel novembre del 2022, ad oggi ictedmagazine.com ha visto aumentare in modo esponenziale gli articoli sull’Intelligenza Artificiale (IA) e in particolare sull’Intelligenza Artificiale Generativa (IAG) fino a giungere a questo numero che conta oltre la metà di articoli sull’IA.

L’argomento centrale è diventato, nel panorama mondiale, quello etico ovvero cosa dobbiamo fare per utilizzare le grandi potenzialità e opportunità dell’IA salvaguardando l’essere umano e il suo benessere mentale.

Nel 2025, il pensiero di Padre Paolo Benanti si è consolidato come una delle voci più autorevoli a livello globale nella regolamentazione e nell'etica dell'intelligenza artificiale, ricoprendo ruoli di primo piano come Presidente della Commissione sull'IA per l'informazione e della Commissione Etica dell'Osservatorio sull'IA e il lavoro. Dal 1° settembre 2025, Benanti è inoltre professore associato di filosofia morale presso la LUISS Guido Carli.

Il suo pensiero si articola su diversi concetti chiave, tra cui l'algoretica come "Grammatica Morale". Benanti definisce l'algoretica non come una semplice etica applicata, ma come una vera e propria grammatica capace di tradurre il valore della persona in un codice comprensibile per le macchine. L'obiettivo è integrare valori etici direttamente nei valori numerici che alimentano gli algoritmi, affinché la tecnologia diventi uno strumento di umanizzazione e non di mera ottimizzazione.

Un altro elemento significativo è il contrasto all'algocrazia. Egli intende, nel particolare, il potere invisibile degli algoritmi di governare le vite umane attraverso notifiche e suggerimenti che orientano l'agire sociale senza fornire spiegazioni. Questo potere rischia di appiattire la società verso il centro di una curva gaussiana, escludendo le "code" della curva, ovvero le diversità e i soggetti più vulnerabili come bambini e anziani.

Inoltre, utilizzando la metafora dell'entropia di Shannon, Benanti osserva che mentre l'IA cerca di ridurre l'incertezza e trovare pattern nei dati, l'essere umano vive proprio nell'incertezza e nella ricerca del senso; abbiamo quindi l'informazione che si contrappone al significato. Per l'algoritmo, l'imprevedibilità è rumore; per l'uomo, è il luogo dove risiede il significato, che non può essere calcolato ma solo contemplato e distinto.

Quello che forse racchiude un po’ tutto è il "Valore Uomo" ossia l'Approccio Antropocentrico: Nelle relazioni prodotte per il Governo italiano nel 2025, Benanti sottolinea la necessità di un approccio che metta l'uomo al centro di ogni valutazione strategica. La tecnologia non è mai neutrale e deve essere guidata per tutelare i profili occupazionali e la professionalità, specialmente nel settore dell'informazione.

Strettamente legata alla narrazione precedente è la sfida spirituale e culturale dove l'IA non è vista solo come una questione tecnica, ma come una questione spirituale che riflette ciò che siamo disposti a insegnare alle nostre "creature digitali". Benanti propone l'integrazione dell'etica tecnologica in tutti i livelli educativi per formare un pensiero critico verso le macchine.

In sintesi, per Benanti l'etica deve agire come un "guard-rail", una barriera che non impedisce il progresso ma assicura che il veicolo dell'innovazione rimanga sulla strada dello sviluppo umano autentico, evitando che la ricerca della prevedibilità algoritmica soffochi la libertà del genio umano.

Il nostro gruppo di lavoro redazionale vede molti giovani e appassionati docenti e ricercatori che cercano di comprendere quali possano essere le soluzioni migliori, nella miriade di percorsi che ci vengono indicati, in particolare per le politiche scolastiche e le attività formative ed educative, la cui centralità è per noi indispensabile.

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