Il Ministro dell’Istruzione e Merito dopo aver inviato a tutte le scuole le Linee Guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nelle istituzioni scolastiche (agosto 2025) promuove un summit internazionale sull’Intelligenza Artificiale nelle Scuole. Il CESN istituisce il Comitato scientifico sul tema istruzione, IA e sicurezza nazionale. I mesi di settembre e ottobre, del corrente anno, sono stati forieri di un’intesa attività volta a focalizzare le problematiche relative all’utilizzo dell’IA per l’educazione.
Le Linee guida per l’utilizzo dell’IA nelle istituzioni scolastiche, pubblicate ad agosto 2025, hanno sviluppo in questi ultimi mesi un accesso dibattito in particolare da parte degli addetti ai lavori, dirigenti scolastici, docenti e genitori. Lo sforzo è stato quello di stabilire un quadro di riferimento per un uso consapevole ed etico dove i pilastri di questo modello includono l’antroprocentrismo, l’equità e la trasparenza, con requisiti di base di carattere etici, tecnici e normativi come la protezione dei dati e la trasparenza degli algoritmi, unitamente ad una struttura operativo con strumenti e fasi metodologiche nonchè un sistema di comunicazione e governance attraverso la piattaforma Unica; l’obiettivo di riferimento è quello di supportare la didattica e l’innovazione digitale rispettando I diritti fondamentali degli studenti e di tutto il personale scolastico. Sulle queste linee guida torneremo prossimamente con un approfondimento.
NEXT GEN AI è stato il primo summit internazionale sull’Intelligenza Artificiale nella scuola promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e si è tenuto a Napoli dall’8 al 13 ottobre 2025, principalmente nel Palazzo Reale e a Piazza del Plebiscito con la cerimonia di chisura al Teatro San Carlo. L’importante iniziativa rientra , nell’ambito del programma Scuola Futura (PNRR). Il Summit è stato il primo evento internazionale in Italia interamente dedicato a esplorare le potenzialità e le implicazioni dell’Intelligenza Artificiale nel contesto scolastico e formativo. L’obiettivo principale era quello di posizionare le scuole come “ecosistemi inclusivi, sostenibili e competitivi” in cui l’AI possa promuovere la personalizzazione degli apprendimenti e l’innovazione della didattica, mantenendo al centro le questioni etiche e sociali.
L’evento ha coinvolto oltre 6.000 studenti e insegnanti, oltre a delegazioni internazionali, esperti, accademici, istituzioni, policy-maker e circa 50 imprese tecnologiche. Gli studenti sono stati i “veri protagonisti attivi”, chiamati a dibattere e a fornire proposte e idee sull’uso dell’AI. Il Summit è stato organizzato attorno a quattro indirizzi strategici per orientare il confronto sull’AI: 1) Le persone ovvero la centralità della persona nell’era dell’IA; 2) Luoghi inteso come trasformazione degli ambienti di apprendimento; 3) Tecnologie, strumenti e sviluppi dell’IA; 4) Metodologie, nuovi approcci didattici supportati dall’IA. Le attività principali hanno visto sessioni plenarie e un dibattito internazionale in giornate dedicate al confronto tra esperti globali, istituzioni e il Ministro dell’Istruzione, con l’obiettivo di definire una visione comune per l’integrazione dell’AI nell’istruzione.
L’evento si è configurato come un grande laboratorio di orientamento e sperimentazione. Tra le attività più innovative sono emerse: “AI Routes”, un percorso di simulazione multilaterale in cui i partecipanti hanno elaborato una proposta di risoluzione globale sull’uso etico dell’AI a scuola, ispirata alle raccomandazioni delle Nazioni Unite; “AI in Movimento” e “Navigare con l’AI”, esperienze pratiche che hanno dimostrato come l’AI possa supportare discipline come l’educazione motoria e le materie STEM attraverso l’analisi dei dati fisici e la simulazione di scenari complessi (es. regate); impatto sull’Inclusione dove i risultati delle sperimentazioni presentate hanno evidenziato un impatto particolarmente positivo sugli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) o disturbi dell’apprendimento, confermando che l’AI può rafforzare la personalizzazione della didattica e innalzare i livelli di competenza in materie fondamentali. La giornata conclusiva al Teatro San Carlo ha visto la restituzione pubblica delle proposte degli studenti e la sintesi dei risultati emersi dai laboratori e dai workshop, alla presenza delle massime cariche istituzionali.
Il Ministero si è impegnato a raccogliere queste proposte per le future azioni sull’IA nella scuola. In sintesi, il Summit “NEXT GEN AI” è stato il trampolino di lancio ufficiale per l’ingresso consapevole dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole italiane, trasformando Napoli per sei giorni in un hub di innovazione e confronto tra le nuove generazioni, la tecnologia e il mondo dell’educazione. Il processo di inserimento dell’IA nelle scuole italiane dovrà essere comunque accompagnato da una trasformazione più profonda del ruolo del docente non più inteso come colui che trasmette conoscenze ma colui che con le sue competenze, anche relazionali, è un facilitatore, un supporto al processo di formazione che vede lo studente, la persona, davvero al centro dell’azione educativa e formativa. Altre iniziative, come quella del C.E.S.N., potranno affiancare quello che abbiamo sopra indicato mettendo al centro l’informazione e la sicurezza nella formazione dei cittadini. Il Consiglio per l’Educazione alla Sicurezza Nazionale (CESN), presieduto da Bruno Frattasi, ha costituito un comitato scientifico, guidato da Mario Caligiuri dell’Università della Calabria, al fine di formare cittadini consapevoli in grado di difendere la democrazia e resistere alla disinformazione.
E’ questa una scelta che punta sull’educazione come prima linea di difesa della democrazia e del settore dell’informazione. Università, aziende, istituzioni e esperti lavoreranno per individuare strategie educative innovative per proteggere l’Italia dalle minacce interne ed esterne. Mario Caligiuri evidenzia che “Il comitato scientifico è composto da significativi intellettuali e dirigenti. Il nostro compito è quello di elaborare teorie e pratiche educative orientate alla sicurezza nazionale, che oggi rappresenta il fattore centrale per realizzare la democrazia. Appunto per questo, occorre coinvolgere non solo famiglie, scuole e università, ma anche social, televisioni e intelligenza artificiale.
Compito molto complesso e dai tempi non immediati, ma non mi sembra ci siano oggi strade di riserva”. All’interno del Comitato sono presenti esperti di alto profilo, tra questi Paolo Benanti, Professore di Filosofia Morale presso LUISS Guido Carli, Barbara Carfagna, Conduttrice RAI, Nunzia Ciardi, vicedirettore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Michele Colajanni, Professore di Cybersecurity Università di Bologna, Gianluca Comin, Presidente di Comin & Partners, Federico Eichberg, Capo di Gabinetto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Luigi Fiorentino, Dirigente Generale della PCM, Andrea Gavosto, Direttore della Fondazione Agnelli, Valerio Giardina, Head of Security di ENEL, Marco Gilli, Presidente Fondazione Compagnia di San Paolo, il Generale Canio Giuseppe La Gala, Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri, Stefano Mannino, Presidente del Centro Alti Studi per la Difesa, Francesca Mariotti, Presidente di ENEA, Bernardo Giorgio Mattarella, Professore di Diritto Amministrativo LUISS, Marcella Panucci, Consigliere del Ministro dell’Università e Ricerca, Oreste Pollicino, Professore di regolamentazione dell’IA, Università Bocconi, Alfio Rapisarda, Head of Global Security di ENI, Giuseppe Recinto, Capo di Gabinetto del Ministro dell’Istruzione e Merito, Giuseppina Rubinetti, Capo Segreteria Tecnica del Ministro della Giustizia, Maria Teresa Sempreviva, Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno, Maurizio Vallone, Direttore Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, Nicola Vanin, Chief Security Information Officer di CDP. Il Segretario Generale del CESN Valerio De Luca afferma che “La migliore forma di difesa di un Paese è formare cittadini consapevoli, in grado di rendere effettiva la democrazia e resistere alla disinformazione, interna ed esterna. Appunto per questo la qualità dell’educazione diventa il fattore più importante di tutti nella difesa della sicurezza nazionale. Bisogna partire da qui, affinché l’Italia sia in grado di tutelare gli interessi nazionali valorizzando i punti di forza e attenuando quelli di debolezza”.
