Periodico delle Tecnologie dell'Informazione e della
Comunicazione per l'Istruzione e la Formazione
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L’apprendimento nell’era del mobile

Abstract

I confini dell’ambiente di apprendimento con il mobile-learning vengono abbattuti in quanto l’apprendimento stesso non è vincolato ad una situazione o ad un luogo specifico, così la nozione di contesto di apprendimento si trasforma e assume un significato nuovo, più esteso, per comprendere la mobilità in spazi fisici, nello spazio concettuale dell’individuo, nonché nello spazio sociale. Ed ancora di più il contesto di apprendimento diviene esteso nel tempo, come un processo cumulativo che comprende relazioni e rinforzi tra una varietà di esperienze di apprendimento (Riva, 2008).

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Oggi, i dispositivi mobili costituiscono una delle più interessanti sfide per la sperimentazione di metodologie didattiche innovative, perché influenzano il modo di pensare e di organizzare il sapere.

 Ogni innovazione mediatica determina cambiamenti significativi negli stili di apprendimento, attraverso le tecnologie mobili, gli studenti e le studentesse sperimentano un radicale mutamento delle modalità di fruizione dell’e-learning, in quanto possono avere accesso alle informazioni in ogni tempo e in ogni luogo.

Si può parlare pertanto di un nuovo paradigma pedagogico che riguarda l’Informal Learning e che si riferisce all’apprendimento che ciascuno di noi esperisce nella quotidianità della propria vita e al di fuori dai contesti di apprendimento formali, e di situated learning.

I dispositivi mobili infatti pur essendo strumenti personali, supportano gli individui ad apprendere, formalmente e/o informalmente, in contesti disparati.

L’apprendimento, nell’era delle tecnologie mobili, può anche essere considerato  un processo sociale che si accende in un contesto collaborativo e che impegna studenti e i docenti  in un processo di co-costruzione  e re-interpretazioni del mondo che li circonda e in tale ottica è possibile pensare  ai dispositivi mobili nella scuola del futuro.

Il mobile-learning tuttavia, solleva interessanti interrogativi in merito alla sua efficacia nel miglioramento della didattica,  e pone una sfida continua ai confini imposti dall’apprendimento in setting di lavoro tradizionale.

I confini dell’ambiente di apprendimento con il mobile-learning vengono abbattuti in quanto l’apprendimento stesso non è vincolato ad una situazione o ad un luogo specifico, così la nozione di contesto di apprendimento si trasforma e assume un significato nuovo, più esteso, per comprendere la mobilità in spazi fisici, nello spazio concettuale dell’individuo, nonché nello spazio sociale. Ed ancora di più il contesto di apprendimento diviene esteso nel tempo, come un processo cumulativo che comprende relazioni e rinforzi tra una varietà di esperienze di apprendimento (Riva, 2008).

La letteratura scientifica degli ultimi anni ha esaminato diverse esperienze di m-learning in Europa e in tutti i paesi dove è presente una buona infrastruttura di telefonia mobile.

In particolare, nella serie di working paper sul mobile-learning dell’UNESCO 79 ICT and New Affordances for learning (2012) sono state analizzate le iniziative più recenti di ricerca che propongono l’utilizzo delle tecnologie mobili come supporto all’insegnamento e allo sviluppo professionale in Europa.

Il focus dello studio riguarda gli aspetti pedagogici dell’uso dei dispositivi mobili, e cioè come il loro utilizzo possa essere inserito all’interno di un più vasto campo di esperienze didattiche, basate su approcci metodologici innovativi, dove il processo di apprendimento è un continuum e si svolge sia nei setting scolastici che al di fuori  di essi.

Nel progettare un’esperienza di mobile-learning, è sempre necessario valutare opportunamente i vantaggi e le criticità dei dispositivi al fine di poter prevenire un utilizzo inappropriato da parte degli studenti.

Anche nell’ambito di alcune Università Italiane sono stati attivi, già da qualche anno, gruppi di ricerca specifici sul mobile-learning.

Promosso dal Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione dell’Università di Firenze, il progetto ENSEMBLE ( 2008-2010_European citizeNShip lifElong MoBile Learning) si è proposto di sperimentare metodologie didattiche e formati comunicativi adatti agli strumenti utilizzati e al target di riferimento.

Altra interessante iniziativa italiana è quella dell’Università Federico II di Napoli che dal 2007 ha avviato il progetto Federica, una piattaforma di e-learning fruibile mediante smartphone nata per offrire libero accesso alla conoscenza accademica dell’università e supportare allo studio gli studenti stranieri fuori sede.

Questi progetti hanno dato un importante contributo nel dimostrare il valore della tecnologia mobile per l’apprendimento, ma anche per attivare un dibattito scientifico sui fondamenti teorici di una nuova pedagogia e pratica del mobile-learning che hanno portato alle definizione delle prime teorie dell’apprendimento per il mobile-learning ad opera di tre ricercatori universitari (United Kingdom), Mike Sharples, Josie Taylor, Giasemi Vavoula nell’ambito del la loro pubblicazione “A Theory of Learning for the Mobile Age”.  

Il mobile learning ha a che fare  con la capacità di comprendere  e di utilizzare la vita quotidiana quale spazio di apprendimento,  rappresentando una risposta in termini didattici ai cambiamenti di cui stanno facendo esperienza le giovani generazioni sia sul versante culturale generale,  che su quello delle abitudini di apprendimento sempre più informali, individualizzate, mobili, e convergenti.

La riflessione teorica sul mobile learning non ha ancora raggiunto risultati consolidati sullo specifico pedagogico di questa nuova modalità di apprendere, tuttavia gli orientamenti più recenti evidenziano una maggiore attenzione agli aspetti pedagogici e metodologici e pertanto pongono al centro  dello studio concetti quali la mobilità dello studente, il carattere interattivo e contestualizzato dell’apprendimento, la dimensione sociale della conoscenza, il concetto di  ‘spazio arricchito’, nonché l’opportunità della definizione di modelli per la valutazione delle esperienze  di mobile –learning.

Prof.ssa Rosa Suppa

Docente di Filosofia e Scienze Umane

 

 

Bibliografia /Sitografia

Riva G. (2008). Psicologia dei nuovi media. Bologna: Il Mulino

Sharples, M. (2005). Learning as conversation: Transforming education in the mobile age. In Proceedings of Conference on Seeing, Understanding, Learning in the Mobile Age (Budapest, HU, Aprile 2005), pp. 147–152. http:// 82 ict e Potenzialità e mergenti per l’apprendi mento www.eee.bham.ac.uk/sharplem/Papers/Theory%20of%20learning%20 Budapest.pdf (ultima consultazione 14.08.2013).

Sharples M., Taylor J., Vavoula G. (2007). A theory of learning for the mobile age. In R. Andrews, C. Haythornthwaite (eds.). The Sage Handbook of Elearning Research. London, UK: SAGE Publications Ltd, pp. 221-247. http:// telearn.archives-ouvertes.fr/docs/00/19/02/76/PDF/Sharples_et_al_Theory_ of_Mobile_Learning_preprint.pdf (ultima consultazione 14.08.2013).

https://en.unesco.org/themes/ict-education/mobile-learning/publications

https://www.lte.unifi.it/vp-118-progetto-ensemble-2008-2010.html

http://www.federica.unina.it/

 

 

 

 

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