Periodico delle Tecnologie dell'Informazione e della
Comunicazione per l'Istruzione e la Formazione
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UN FIUME IN PIENA: IL GEMELLO DIGITALE

Abstract: Il presente articolo discuterà il documento “6G - The Next Hyper-Connected Experience for All”, redatto dalla Samsung, in ottica di modifiche sulla vita e sul mondo lavorativo che avrà, appunto, il 6G. Alcuni concetti sono veramente impattanti e richiedono una gestione subitanea anche perché il tempo a disposizione sembra essere veramente poco…

Avvertenza al lettore: se sei un nemico del 5G salta le prossime pagine, altrimenti leggi piano piano. Può capitare che, leggendo quanto segue, tu possa diventare “NO 5G”: in tal caso, non appena ne hai sentore, salta le pagine che rimangono.

 

Hai avuto molto coraggio a perseverare. Devi sapere che, mentre noi ci accapigliamo sulla bontà del 5G o su possibili quanto fantomatici danni alla salute, il progresso tecnologico,  imperterrito e come un fiume in piena, procede e gli scienziati preparano già l’avvento del futuro 6G con scenari che noi, immersi nelle discussioni sterili e scevre di senso logico, trascuriamo di pianificare dal punto di vista sociologico e filosofico. In questo articolo affronteremo le possibili implicazioni di un tale cambiamento nella nostra vita lavorativa. Ora allaccia le cinture perché andremo spediti in un futuro che già bussa alle nostre porte. Per viaggiare nel tempo, però, avremo bisogno di una mappa da seguire che ci viene delineata in un documento del 14 luglio u.s. redatto dalla Samsung, che non ha bisogno di presentazioni, il cui titolo è già un programma: 6G - The Next Hyper - Connected Experience for All, “la prossima esperienza di iperconessione per tutti”.  Questo documento demarca i tratti della visione degli scienziati della prestigiosa azienda in tema di modalità comunicative e di vita del futuro e si muove su un filo sottile che separa l’utopia dalla distopia più aberrante.

Il primo concetto è quello di machine as a main user. Si prevede che il numero di dispositivi collegati raggiungerà i 500 miliardi entro il 2030, pari a 59 volte la popolazione mondiale prevista per quell’anno. Saranno utilizzati costantemente occhiali a realtà aumentata che aiuteranno, ad esempio, a preparare l’allestimento di un cantiere non solo immaginandolo ma “osservandolo” oppure auricolari a realtà virtuale e dispositivi avanzati per ologrammi utilissimi per incontri, convegni e meetings di vario genere in tutte le parti del mondo. Immagino la possibilità di poter realizzare le riunioni di coordinamento prima dell’avvio delle lavorazioni con queste modalità o poter effettuare dei sopralluoghi nei quali sia possibile confrontare real time lo stato presente con quello ipotizzato e riscontrare criticità e non conformità immediate. I veicoli, droni, elettrodomestici, robot, sensori, macchinari per l’edilizia e per le fabbriche saranno completamente interconnessi grazie alla potenza dei sistemi wireless e ciò comporterà un monitoraggio costante di ogni rischio con le azioni correttive immediate. Già nei nostri tempi esistono in commercio elmetti “intelligenti” in grado di monitorare le funzioni vitali dell’operaio e di segnalare ad una centrale operativa ogni situazione di possibile rischio (svenimenti, stato di stanchezza, ebbrezza, usura del dispositivo ecc.) ma non sono i soli esemplari, potremmo elencarne a iosa. Tuttavia, se è vero che il numero di dispositivi sarà pari a 59 volte la popolazione mondiale, l’immediata conseguenza è che la macchina diventerà il principale utente delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione, sostituendo noi che ne diventeremo prettamente dei gregari. Se questa notizia farà festeggiare i servizi clienti che riceveranno meno segnalazioni richiede, per noi, una seria pianificazione. Può mai l’uomo diventare secondario e lasciare alle macchine il monopolio nella rete o quantomeno nella fetta maggiore della stessa? Come gestiranno la rete le macchine?  

Il secondo punto è relativo all’intelligenza artificiale marcata e insita in tutto ciò che sarà connesso andando dagli strumenti fino alle macchine. Sui cantieri, ogni macchina o attrezzo riusciranno a fare autonomamente dei compiti ed avvertire di situazioni di pericolo che prima richiedevano un monitoraggio costante del preposto che, essendo anche egli essere umano, conduceva spesso ad errori di controllo e a problematiche varie. Tra i servizi paventati è stato coniato il Truly Immersive XR, un nuovo termine che combina realtà virtuale, aumentata e mista per l'intrattenimento, la medicina, la scienza, l'istruzione e la produzione, sebbene il documento non dettaglia questo tema in quanto in corso di progettazione.

In realtà, il punto che mi genera un po’ di inquietudine è il termine gemello digitale. Dice il testo che, con l'aiuto di sensori avanzati, IA e tecnologie di comunicazione, sarà possibile replicare entità fisiche, comprese persone, dispositivi, oggetti, sistemi e persino luoghi, in un mondo virtuale. In un ambiente 6G, attraverso gemelli digitali, gli utenti potranno esplorare e monitorare la realtà in un mondo virtuale, senza vincoli temporali o spaziali, osservare i cambiamenti o rilevare i problemi a distanza attraverso la rappresentazione offerta dai gemelli digitali. Gli utenti saranno anche in grado di andare oltre l'osservazione, e di interagire realmente con i gemelli digitali, utilizzando dispositivi VR o display olografici. Questo fratellino digitale potrebbe essere una rappresentazione di una serie di sensori controllati a distanza e attuatori. In questo modo, l'interazione di un utente con un gemello digitale può risultare nelle azioni nel mondo fisico. Per esempio, un utente potrebbe muoversi fisicamente all'interno di un sito remoto controllando un robot in quello spazio interamente tramite interazioni in tempo reale con una rappresentazione digitale gemella di quel sito remoto. Con l'aiuto dell'IA, della replica digitale, della gestione del mondo reale, l'individuazione e la mitigazione dei problemi può essere effettuata in modo efficiente senza la presenza o anche solo la supervisione dettagliata da parte di un essere umano. Ad esempio, se un problema viene rilevato nella rappresentazione digitale gemellare, l'IA può invocare la richiesta di azioni nel mondo reale. Non so perché ma leggendo questo documento mi è venuto in mente Marx quando diceva che “Il lavoro è esterno all'operaio, cioè non appartiene al suo essere, e quindi nel suo lavoro egli non si afferma, ma si nega, si sente non soddisfatto, ma infelice, non sviluppa una libera energia fisica e spirituale, ma sfinisce il suo corpo e distrugge il suo spirito. Perciò l'operaio solo fuori del lavoro si sente presso di sé; e nel lavoro si sente alienato, fuori di sé”.

Fondamentalmente un gemello digitale, nel mondo del lavoro, sarà una rappresentazione estremizzata di questo pensiero. Potrebbe essere lui a fare per noi i compiti più gravosi come cercare un taxi, prenotarci un albergo, prenotarci le vacanze, gestire i nostri risparmi, contattare i nostri parenti lontani per sincerarsi delle loro condizioni e chissà quante altre diavolerie. Potrebbe anche lavorare per noi lasciandoci tempo libero per fare altro. Ecco, proprio qui sta la nota dolente. Cosa faremmo di altro? La sensazione è che finiremo per incartapecorire la nostra mente senza farla lavorare a dovere fino a cedere anche l’intelligenza al nostro gemello che potrebbe sostituirci in tutto e per tutto. Sarebbe necessario pianificare l’avvento di tutti questi scenari in modo intelligente al fine di indirizzare il cannone verso una precisa direzione che, se calibrata con accuratezza, potrà solo migliorare la condizione lavorativa ed in generale di vita dell’essere. Viceversa rischierebbe di diventare l’ennesimo strumento di distruzione delle componenti caratterizzanti l’uomo nella sua incredibile complessità che, per quanto il fiume possa incedere, non potrà mai essere tradotta in bit.

Paolo Preianò

Ingegnere

Esperto in sicurezza sul lavoro

 

BIBLIOGRAFIA

https://research.samsung.com/next-generation-communications

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