Periodico delle Tecnologie dell'Informazione e della
Comunicazione per l'Istruzione e la Formazione
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Think, Make, Improve: possibili percorsi di formazione

L’analisi del contesto entro cui inquadrare l’opera dell’Istituto Comprensivo Statale “G. Pucciano” di Bisignano, diretto dalla prof.ssa Raffaella De Luca, scaturisce direttamente dal PTOF d’Istituto, stru­mento-guida del processo insegnamento/appren­dimento nella quotidianità dell’azione didattica. La progettualità pianificata dalla nostra Istituzione scolastica ha sempre considerato le reali necessità degli alunni, le richieste dei docenti, i suggerimenti delle famiglie e le politiche di sviluppo del territo­rio al fine di creare sinergie in grado di collegare i percorsi di istruzione, formazione e professionalità, ponendosi quindi nell'ottica di una formazi­one capace di rendere i soggetti che apprendono cit­tadini del mondo. I docenti in servizio nell’I.C. han­no partecipato a piani di formazione (ForTic, LIM, DIDATEC base ed avanzato, corsi universitari di specializzazione, D4 base e avanzato, certificazione ECDL, PNSD, Snodi Formativi) sia come utenti sia nel ruolo di formatori. La qualità e la ricchezza delle azioni realizzate nell’Istituto Comprensivo, anche in collaborazione con il territorio, indirizzate all’am­pliamento dell’offerta formativa, sono garantite da una maggiore dilatazione del tempo scuola, oltre il normale orario di servizio. La nostra scuola, nel ribadire la centralità della persona e riconoscendo la specificità di ciascuno, attua e promuove azioni volte al raggiungimento del successo formativo di ogni alunno. Definisce percorsi formativi che con­tribuiscono ad aiutare l’allievo nella costruzione del suo progetto di vita. L’obiettivo di tali interventi è quello di favorire e migliorare i processi di apprendimento attraverso l’utilizzo di tecniche e strumenti quali laboratori con­testualizzati, ricerca-azione, uso dei lin­guaggi artistici e multimediali, fab lab e atelier creativi, gioco strutturato, che con­sentano di esplorare campi e metodologie diverse, per approdare a risultati più ric­chi e più partecipati (perciò più duraturi e significativi) sebbene ugualmente rigorosi e controllati. Le nuove esigenze didattiche, hanno spinto il nostro Istituto a pensare a spazi capaci di accogliere gruppi occupa­ti nella ricerca, nello studio individuale e in altre attività, rendendo necessaria la scelta di un setting d’aula più finalizzato e indirizzato alle diverse tipologie di attività didattiche svolte. Il nuovo approccio formativo (la classe liqui­da e/o scomposta), arricchito dalle tecnologie digitali, ha richiesto la creazione di condizioni per riesaminare completamente la distribuzione e il dimensionamento degli spazi fisici dedicati alla didattica, rendendo l’aula scolastica un “ambiente operativo di apprendimento ideale” legato ad una differente e flessibile distribuz­ione delle postazioni di lavoro. Non si tratta semplice­mente di adottare nuove tecnologie o nuovi dispositivi didattici, è necessario un cambiamento di paradigma nell’azione didattica complessiva, accompagnato da un processo di ricerca continua. Quello che si richiede alla Scuola è un cambio di rotta, nell’ottica di un rafforza­mento di metodologie attive che rendano lo studente protagonista e co-costruttore del suo sapere attraverso il procedere per compiti di realtà, problemi da risolvere, strategie da trovare e scelte da motivare, promuovere un apprendimento permanente, lifelong learning, adozi­one di metodologie efficaci quali project-based learn­ing, cooperative learning, peer teaching e peer tutoring, mentoring, learning by doing, flipped classroom, didat­tica attiva; peer observation; ambienti di apprendimen­to formali e informali; rubriche valutative. Bisogna far leva sulle competenze come capacità di ricontestualiz­zare conoscenza e abilità, per l’acquisizione dei saperi fondanti. L’Istituto Comprensivo persegue nell’affer­mazione sempre più di Scuola di qualità, poggia la sua azione su processi di insegnamento, basati (Trinchero, 2017) su percorsi formativi in grado di attivare cognitivamente gli allievi senza sovraccaricarli, di fornire loro un’adeguata guida istruttiva, che li ai­uti a sviluppare le loro capacità di base (logico/ matematiche, linguistico/lessicali, visive, motorie) contemporaneamente all’acquisizione di saperi, che li aiutino a trasferire i saperi acquisiti a nuove situazioni, che li mettano in grado di interagire ef­ficacemente con gli altri in gruppi di lavoro. Le attività proposte puntano su una specifica metod­ologia di apprendimento in grado di combinare la realtà aumentata e le tecnologie multimediali esist­enti nelle aule, come la lavagna interattiva, i video­proiettori interattivi, la stampante 3D, i droni. L’uso delle tecnologie, nella pratica dell’insegnamento, è oggi, parte integrante del processo formativo degli alunni. L’utilizzo di strumenti e programmi specif­ici risulta molto vantaggioso sia per gli alunni che apprendono normalmente, che hanno la possibilità di ottimizzare le loro potenzialità, sia quelli con dis­abilità, ai quali viene data la possibilità di integra­re e sostenere l’apprendimento. La metodologia di lavoro utilizzata prevede un approccio attivo, in cui gli allievi vengono coinvolti in prima persona e resi soggetti consapevoli del proprio percorso, facilitati dalle nuove tecnologie nei processi di apprendimen­to. Il nostro Istituto è stato più volte selezionato tra le scuole che hanno rappresentato la Calabria alle Smart Education Technology Days che si tiene, ogni anno, alla Città della Scienza a Napoli. Tra le buone pratiche selezionate il percorso “Alveare”, basato sull’uso del programma excel in una classe seconda della scuola primaria. È stato interessante l’utilizzo del programma excel per la didattica della matematica, della tecnologia e dell’arte, in quanto alla fine del percorso, è stato possibile riconoscere anche il valore aggiunto della creatività dei bambi­ni che, dopo qualche esercizio applicativo, hanno scatenato la fantasia costruendo dei veri e propri quadri “a celle”. La metodologia di lavoro, esclu­sivamente laboratoriale, si è svolta inizialmente per gruppi per essere poi sviluppata individualmente ma con condivisione dei risultati. L’attività al computer è sempre stata preceduta da una fase pratica affinché il bambino potesse percepire, con chiarezza, la dif­ferenza fra realtà e “realtà virtuale”. Il lavoro è stato avviato su carta quadrettata come base per il “foglio di lavoro” in excel. L’uso del programma non ha favorito solo la realizzazione di immagini geomet­riche (da semplici cornici a figure piane, robot, bam­bole, case, ecc.) ma ha anche sviluppato processi logico-matematici complicati per dei bambini così pic­coli. Passare dal foglio quadrettato a quello di excel, inoltre, ha provocato una distorsione delle immagini (ad esempio i quadrati diventavano dei rettangoli) e la regolarità del progetto doveva essere corretta attraver­so l’uso di artifici (riduzione dello spazio tra le colonne o ampliamento dello spazio tra le righe), provocando un processo di revisione e di autocorrezione. Gli stu­denti della scuola primaria e della scuola secondaria di 1^ grado sono stati avviati al coding e al pensie­ro computazionale attraverso attività ludico creative sviluppando competenze trasversali a tutte le aree di apprendimento. L’uso delle nuove tecnologie è quo­tidiano nelle classi: gli allievi oltre all’uso quotidiano della LIM, utilizzano tablet e il laboratorio di infor­matica, strumenti come i kit risponditori, la document camera e il registratore digitale; sono in grado, inol­tre, di inventare semplici storie utilizzando Scratch.  Un percorso significativo è stato quello intitolato “L’ Uomo di latta”; ispirandosi alle macchine inutili di Munari, gli alunni hanno potuto sperimentare processi di ingegneria inversa, diventando essi stessi costrut­tori del loro sapere. Sono stati elaborati e rappresentati graficamente progetti scientifici e manuali di assem­blaggio. In breve tempo sono stati realizzati i primi prototipi esposti all’ evento nazionale “3 giorni per la Scuola”. La strategia didattica è stata quella dell’ingeg­neria inversa e del problem solving sfruttata per ampli­are competenze specifiche, integrata da una didattica laboratoriale e dal lavoro di gruppo, rafforzando così le competenze relazionali e di gestione del lavoro collab­orativo. Gli alunni della scuola secondaria di 1° grado sperimentano, all’interno delle attività programmate nel tempo prolungato, attività di robotica educativa. L’ideazione, la progettazione, la costruzione di un ro­bot, sono attività che richiedono fortemente la collabo­razione e diventano, quindi, naturali strumenti per l’in­tegrazione di studenti anche di origini culturali molto distanti. La scuola è stata protagonista alla First Lego League Italia, classificandosi in una buona posizione; ha vinto il primo premio al concorso concorso USR-AICA “Booktrailer in the School”, risulta­ti importanti, frutto di una forte collaborazione tra intelligenze e di un processo di alta formazione della classe docente operante nell’Istituto. L’idea della scuola è quella di coniugare la vocazione territoriale con quella dell’Istituto, impegnato nella creazione di maker space, luoghi fisici dove poter sviluppare manualità, creatività, tecnologia, in cui la fantasia e il fare si incontrano coniugando tradizione e futuro, recuperando pratiche e innovandole. La metodologia si fonda sul trinomio think – make- im­prove, che porta gli alunni ad individuare risorse primarie sul territorio attraverso l’utilizzo dei droni, alla progettazione di oggetti tridimensionali legati alla tecnologia della stampa 3D. È stato attivato, sin dall'ultimo anno della Scuola dell’infanzia, un percor­so di avvio al coding e al pensiero computazionale attraverso l’utilizzo della Bee Bot. Grazie a questa piccola ape robot la robotica è entrata nelle sezioni del nostro Istituto, favorendo nei bambini lo sviluppo del pensiero computazionale e l’attitudine a risolvere problemi più o meno complessi. Non imparano solo a programmare ma programmano per apprendere. È stata sperimentata anche la flipped classroom, una metodologia rivoluzionaria poiché capovolge i pre­supposti tradizionali del paradigma insegnamento-ap­prendimento. Ribaltare la didattica fornisce un quadro operativo per allineare le conoscenze e le competen­ze degli studenti e migliorare la relazione educativa attraverso la tecnologia e un’attenta ottimizzazione dei tempi (Bergmaan e Sams). La sperimentazione, per una classe quinta della scuola primaria, è stata favorita anche dalla dotazione di un ambiente virtu­ale protetto, il blog di classe, www.checlasse.jimdo. com, in cui gli alunni hanno potuto, fruire dei ma­teriali selezionati dai docenti, rielaborarli, attraver­so link di approfondimento, wiki per la costruzione collaborativa degli elaborati, forum di discussioni con possibilità di feedback favorito dai commenti. Per documentare quanto realizzato dall’Istituto Com­prensivo G. Pucciano di Bisignano, l’Animatore Digitale dell’Istituto, ins.te Ornella Gallo, ha allestito un “cortile virtuale” Document@ndo, riconosciuto e pubblicizzato dall’USR Calabria come best practice. L'archivio didattico online per la pubblicazione di tut­to il materiale raccolto rende fruibile attraverso l’in­terscambio, le diverse esperienze didattiche e la condi­visione delle buone pratiche. Lo stesso è consultabile all’indirizzo www.documentaregpucciano.jimdo.com.

Le nuove generazioni come ha affermato il prof. Ferri, i nativi digitali, hanno un diverso modo di pensare e di apprendere fortemente influen­zato da nuove forme di comunicazione. Questo comporta lo sviluppo di un apprendimento at­traverso un approccio reticolare e multitasking.

La didattica per competenze rappresenta la rispos­ta a un nuovo bisogno di formazione dei futuri cit­tadini di una società complessa e plurale, che nel futuro saranno chiamati sempre più a reperire, se­lezionare e organizzare le conoscenze necessarie a risolvere problemi di vita personale e lavorativa. La Scuola come agenzia formativa per eccellenza non può non tenere conto di questa evoluzione concettu­ale e come tale si trova a revisionare costantemente la propria azione formativa cercando di promuo­vere ambienti di apprendimento sempre più effica­ci e commisurati ai bisogni educativi dei discenti. L’innovazione delle metodologie e delle strategie educative messe in atto dal nostro Istituto ben si co­ordinano con questo nuovo modo di apprendere e di conoscere e permette di sfruttare al meglio queste loro innate capacità, inducendo, nel contempo, ad una riflessione e ad un approfondimento costante.

 

Ornella Gallo

Animatore Digitale

Istituto Comprensivo “G. Pucciano”- Bisignano

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