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Dalle Scuole

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“Discovery World”: un’ app tra storia, arte, salute e tecnologia

“Discovery World”: un’ app tra storia, arte, salute e tecnologia

 Abstract

L’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, con la 5^H dell’ITI “G. Donegani” di Crotone, sperimenta «tecnologie innovative» e nuovi «strumenti» di promozione di uno stile di vita sano e attento nei parchi archeologici, come luoghi dell’arte e della cultura a vantaggio di  una community building che, attiva civicamente, possa conoscere, valorizzare, vivere gli spazi pubblici come propri e sviluppare quel benessere psico-fisico che sostiene gli apprendimenti scolastici.

 In Italia il 40% degli individui non segue uno stile di vita attivo e sano e il valore della sedentarietà del 23-24,6% (nella fascia di età 6-10 anni e 15-24 anni) è tre volte superiore alla media europea (7%) (White Paper on Italian Sport, 2012).  Le conseguenze negative sul sovrappeso e l’obesità costituiscono un fattore di rischio per le malattie croniche non trasmissibili e l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che entro il 2020, oltre alle malattie cardiovascolari, la seconda  maggior preoccupazione globale sarà la depressione.

 

I programmi di esercizio fisico, adeguatamente pianificati da esperti, possono essere efficaci quanto farmaci anti-depressivi nel trattamento di questa patologia nella forma  lieve e moderata e l’ambiente naturale può essere considerato una vera e propria risorsa nella quale svolgere attività fisica sia in termini di terapia che di rigenerazione del tessuto sociale. In considerazione che solo il 34% degli adolescenti europei (13-15 anni) pratica attività fisica al livello suggerito dalle linee guida dell’OMS, la Strategia per l’attività fisica 2016-2025 si pone l’obiettivo di intervenire in queste fasce d’età aumentando, ad almeno 60 minuti al giorno di esercizio aerobico (con intensità da moderata a elevata), i livelli di attività fisica praticata dai giovani. Se il camminare, opportunamente declinato nella quantità e nella continuità, costituisce la forma più naturale, salutare ed efficace per ridurre i fattori di rischio e potenziare quelli di protezione per la salute, l’incontro con l’arte e la natura favorisce il risveglio della parte creativa ed emotiva di ciascun cittadino e promuove un’attenzione involontaria che consente il recupero cognitivo della fatica.

 La quantità di tempo trascorso nella natura, in ambiente aperto, fin dall’infanzia, aiuta le persone a crescere fisicamente, intellettualmente, emotivamente, mentalmente ed eticamente. Il contatto con la natura, per la diversità di suoni, luoghi, odori di piante, animali e paesaggi, aumenta le competenze personali e sociali dei giovani e li aiuta a diventare cittadini responsabili.  

 La promozione del movimento all’aria aperta, quindi, come strumento fondamentale per rallentare questa crescita esponenziale di sedentarietà e iposocializzazione, deve essere debitamente prevista e pianificata da opportune  strategie nazionali e internazionali e anche i medici potrebbero prescrivere una quota di attività fisica all’aperto, come strumento terapeutico per ridurre il costo che il Servizio Sanitario Nazionale sostiene per queste patologie.

 L’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, nell’ambito della Proposta Accordo Interistituzionale/Internazionale – Costituzione Polo DiCultHer Calabria –  “Scuole Calabria ON THE ROAD”, una collaborazione che vede le azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale e della promozione della salute nelle scuole della Regione, con il sostegno del  Dipartimento Salute e Politiche Sanitarie della Regione Calabria – Aziende Sanitarie Provinciali di Catanzaro e Crotone, ha proposto agli studenti degli istituti secondari di II grado delle province di Catanzaro e Crotone l’azione innovativa di fruire e frequentare i parchi archeologici di Scolacium (CZ) e Capo Colonna (KR) anche a fini salutistici.

 

E sono stati gli studenti  della 5H dell’ITI “G. Donegani” di Crotone, seguiti dai docenti Marino Pallone e Gaetano Corigliano, a sviluppare l’app “Discovery World” dedicata al Parco di Capo Colonna, una nuova Applicazione per dispositivi  “Mobile” che informa gli utenti sui punti di interesse  di carattere storico, artistico, culturale presenti nel Parco. L’app consente a qualsiasi visitatore di selezionare la modalità di percorso da effettuare (leggero, medio, intensivo) e di vivere  una vera e propria immersione nel passato.

Mentre si cammina con il proprio smartphone (anche con la tecnica del cammino “attivo” del fitwalking n.d.r.), l’app avvisa che si sta passando davanti ad un punto di interesse; basta allora aprire la scheda di approfondimento del punto segnalato e si potrà leggere o ascoltare, ad esempio, la storia  della colonna del Tempio di Hera Lacinia. L'Applicazione permetterà dunque, in maniera semplice ed immediata di scoprire monumenti, reperti e personaggi storici rappresentati nell’area archeologica. Un sistema integrato di immagini, descrizioni, audioguide, video disponibile in italiano e in futuro anche in inglese.

La geolocalizzazione dei punti di interesse, l'interattività, la molteplicità dei contenuti e la possibilità di selezionare il tipo di passeggiata fanno dell'Applicazione uno strumento avanzato e concreto per scoprire in assoluta libertà le meraviglie dell’area archeologica. Qui, infatti, sono insediati i resti dell’Heraion Lakinion, santuario extraurbano della colonia greca di Crotone, ancora attivo in età romana,  il grande tempio dorico di Hera Lacinia edificato intorno al 470-460 a.C., con un’unica colonna superstite, divenuta emblema del Parco e del promontorio..

 

 

                                        

L'Applicazione ha, tra i punti di forza, la possibilità di visualizzare immediatamente le informazioni di questo bellissimo luogo godendo del sito archeologico,  della vista panoramica sul Mar Ionio, dei profumi tipici della macchia mediterranea e, al contempo, di sfruttare la tecnologia dell’ app tramite la quale verranno trasmesse informazioni (calorie bruciate, battito cardiaco, conta passi, velocità, ecc) per calibrare l’attività e adattarla alle esigenze di ogni cittadino.

Storia, arte, salute e natura in una sola app!

 Il trasferimento dell’azione integrata della buona pratica proseguirà in tutta la Calabria, coinvolgendo i ragazzi, gli animatori digitali ed i referenti per la promozione della salute delle scuole aderenti all’iniziativa.

L’idea è che, a partire da Crotone, tutte le scuole della Regione e anche limitrofe, possano godere, come in passato nella Magna Graecia, dei vantaggi di un modello di  benessere psico-fisico e avere gli strumenti per creare l’abitudine quotidiana del muoversi a piedi e per motivare i ragazzi a fruire e frequentare i parchi archeologici o naturalistici.  La ricerca della valenza formativa nel ripercorrere la storia, la cultura, l’ identità, le tradizioni, le eccellenze e le radici dei luoghi dove si vive condurrà i ragazzi a diventare cittadini attivi nelle loro comunità di appartenenza. 

Il gruppo di lavoro costituito dell’Ufficio Scolastico Regionale (Dott. Giulio Benincasa e Prof. Lucia Abiuso per il PNSD, Prof. Miriam Scarpino e Prof. Santino Mariano per la promozione della salute, gli operatori sanitari delle Aziende Provinciali Dr. Antonella Cernuzio per Crotone e Dr. Giuseppe Furgiuele per Catanzaro e il Prof. Fausto Certomà per l’Associazione Fitwalking) è destinato ad ampliarsi.  

 

 

 Prof.ssa Miriam T. Scarpino

Referente Regionale  alla salute U.S.R. per la Calabria

 

  Prof. Santino Mariano

Referente Provinciale alla salute  U.S.R. per la Calabria

 

 

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UN PROGETTO OSOS SUGLI OLI EXTRAVERGINE D’OLIVA CALABRESI

Introduzione

Il progetto OSOS (Open School for Open Societies), è un progetto europeo che ha come obiettivo finale quello di promuovere e sostenere la rinascita della cultura civica basata sull'idea di bene comune. Il coordinatore a livello nazionale è la Città della Scienza di Napoli. Le scuole sono i principali attori del processo, perché aprendosi al territorio, cercano di rafforzare l'idea e la pratica dell'etica pubblica, coinvolgendo studenti, famiglie e comunità locali nella prospettiva della responsabilità sociale. Il progetto coinvolge dunque le comunità locali, spingendole a prendere parte e assumersi responsabilità nel processo di innovazione.

Il progetto implementato dall’I.I.S. “Leonardo da Vinci” di San Giovanni in Fiore (Cs) ha riguardato la qualità degli oli extra vergine d'oliva e ha coinvolto 12 studenti che hanno frequentato durante questo anno scolastico il quinto anno dell’Istituto tecnico, indirizzo Chimica Materiali e Biotecnologie, articolazione di Chimica e Materiali. Gli studenti sono stati assistiti dai loro insegnanti di Chimica Analitica, Tecnologie Chimiche Industriali e Inglese durante l'indagine sul campo, gli esperimenti di laboratorio, analisi e la stesura di un report scientifico. Il progetto è potenzialmente il punto di partenza di una cooperazione di rete tra i membri della comunità locale, che può eventualmente svilupparsi in ulteriori esperienze e pratiche in futuro.

La dimensione pedagogica dei progetti OSOS

A livello didattico-metodologico, l'approccio OSOS comporta una trasformazione del paradigma tradizionale che considera l'educazione come mera trasmissione della conoscenza, basata sulla lezione frontale con lo studente protagonista passivo dell’apprendimento. Al contrario, l'obiettivo è di passare da un'attività che inizia e finisce all'interno della classe a un'attività che estende i suoi confini abbracciando il territorio in cui si trova la scuola. Inoltre, l'approccio del progetto va oltre il confine della singola disciplina e comporta un apprendimento interdisciplinare, o meglio transdisciplinare, più vicino ai bisogni non solo del mercato del lavoro, ma anche della scuola e del territorio.

Una delle dimensioni chiave del concetto di scuola aperta è legata alla cultura dell'indagine, alla sperimentazione e all'innovazione. L'obiettivo è aiutare gli studenti a diventare protagonisti di attività educative che riflettono le reali esigenze offrendo soluzioni alle loro comunità locali. In questo modo la scuola promuove idee per sviluppare il pensiero critico e migliorare l'uso di strategie di problem solving per cambiare il mondo che ci circonda.

Ogni progetto OSOS si divide in quattro fasi: sentire, immaginare, creare e condividere. Nella fase chiamata "sentire" gli studenti sono interessati alle problematiche locali e delineano come affrontarle. Nella fase chiamata "immaginare" gli studenti sviluppano soluzioni ai problemi entrando in contatto diretto con le comunità locali. Nella terza fase, chiamata "crea", gli studenti escogitano soluzioni appropriate ai problemi che hanno deciso di studiare. Infine, nell'ultima fase denominata "condividere" comunicano i risultati all'interno e all'esterno della scuola.

Finalità del progetto

Seguendo i principi e le linee guida sopra descritti, il nostro obiettivo principale è stato quello di focalizzare l'attenzione degli studenti e sviluppare la loro ricerca su qualcosa che fosse allo stesso tempo altamente riconoscibile e rappresentativo dell'identità del territorio locale (San Giovanni in Fiore, considerato un significativo esempio di paesaggio, economia e società di un vasto numero di comunità locali in Calabria e nel Sud Italia in generale). La scelta doveva essere qualcosa di realmente importante nella vita quotidiana della comunità, coinvolgendo famiglie, economia, ambiente e prospettive di sviluppo. È stato individuato un prodotto che potesse essere rappresentativo dell'identità locale al di fuori della comunità, suscitando attenzione, partecipazione e interesse da parte di altri attori, comunità e piccole e medie imprese. Necessariamente, il progetto doveva coinvolgere le conoscenze e le competenze specifiche relative al campo della Chimica Analitica delle Tecnologie Industriali Chimiche, al fine di permettere agli studenti di sperimentare, testare e mettere in pratica le competenze acquisite nel loro percorso formativo. Per questi motivi, ci siamo concentrati su uno degli alimenti più importanti e diffusi dell'agricoltura calabrese (e mediterranea): l'olio extravergine d'oliva.

Descrizione del progetto

Campioni di oli extravergini di oliva ottenuti dagli ulivi del territorio di San Giovanni in Fiore (CS), Italia, e campioni di marchi comuni di oli extravergini di oliva venduti sul territorio nazionale, sono stati analizzati secondo il regolamento UE n. 61/2011 della Commissione del 24 gennaio 2011.

Gli oli extravergini esaminati sono stati caratterizzati studiando la loro acidità, il numero di perossidi, la rancidità e i parametri spettrofotometrici che forniscono elementi utili per la valutazione della composizione e della qualità. Inoltre, l'analisi IR fornisce dati utili che aiutano a effettuare il controllo di qualità.

Analisi e caratterizzazione di oli extra vergine di oliva

L’olio è una risorsa importante per le prospettive di sviluppo economico e commerciale dei paesi del Mediterraneo. La caratterizzazione degli oli di oliva in termini di varietà di coltivazione, provenienza geografica, genuinità e qualità è una questione di grande interesse per la comunità locale di San Giovanni in Fiore dove opera la scuola. Le sue caratteristiche peculiari, determinandone la qualità, dipendono da diversi fattori, quali le caratteristiche tecnologiche (raccolta, frantumazione, tipo di estrazione, fluidificazione, miscelazione, filtraggio), agronomiche (tipo di piantagione, pratiche di coltivazione, irrigazione, concimazione), genetiche (varietà di origine di coltivazione), ambientali e climatiche (terreno, clima), ecologiche (altitudine, esposizione alla luce), stagionali o periodi di raccolta.

Il modello di apprendimento scelto per realizzare le attività è stato il laboratorio basato sull'indagine (ILAB), considerato particolarmente adatto a migliorare la creatività negli studenti delle scuole superiori, in accordo con i risultati dello studio di I. Rahmawati, H. Sholichin e M. Arifin, [1].

L'apprendimento della chimica con la metodologia ILAB richiede la progettazione di un “lesson plan” per guidare gli studenti durante le attività. Agli studenti è richiesto di risolvere un problema di vita reale, che in questo caso è stato quello di caratterizzare e analizzare gli oli extravergini di oliva. Il progetto ha combinato la metodologia CLIL e l'approccio basato sull'indagine. I compiti e le attività del modulo si sono concentrati su contenuti appartenenti a materie non linguistiche (chimica, biochimica, tecnologie chimiche), ma allo stesso tempo hanno mirato a migliorare le competenze linguistiche degli studenti in inglese secondo i descrittori del Quadro comune europeo di riferimento.

Data la rilevanza dell'argomento e delle attività svolte dagli studenti in termini di esperienza sul campo e abilità tecniche concrete, il progetto ha inteso anche fornire agli studenti importanti spunti di riflessione sulle loro prospettive future di crescita professionale e scelte professionali.

Risorse utilizzate

Strumentazione per analisi volumetriche e reologiche, spettrofotometri UV / Vis e FT-IR;

Campioni di oli di oliva, prodotti dall’Oleificio dei Fratelli Portaro di belvedere Spinello (Kr);

Campioni di olii prodotti a casa dalle famiglie degli studenti;

Accesso a Internet per fornire agli studenti l'opportunità di cercare e valutare informazioni sulla produzione di olio extravergine d’oliva.

CHECCHETTI Andrea – Docente di Chimica

MARTANO Donato – Docente di Lingua Inglese

I.I.S. “Leonardo da Vinci” di San Giovanni in Fiore (Cs)

 

Bibliografia

[1] I. Rahmawati, H. Sholichin and M. Arifin, Inquiry-Based Laboratory Activities on Drugs Analysis for High School Chemistry Learning, IOP Conf. Series: Journal of Physics: Conf. Series 895 (2017) 012117.

Ulteriori informazioni

Il progetto è visibile sul portale OSOS al seguente link:

http://portal.opendiscoveryspace.eu/en/osos-project/analysis-and-characterization-extra-virgin-olive-oils-849595

Esso è stato selezionato per essere pubblicato su Open Schools Journal for Open Science (https://ejournals.epublishing.ekt.gr/index.php/openschoolsjournal)

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Un momento di future Labs al Liceo Fermi

Pur nella difficile congiuntura economica e sociale del nostro territorio – che registra continue spoliazioni, depotenziamenti e difficoltà per tutte le realtà culturali e formative – l’Istituto di Istruzione Superiore “Enrico Fermi” di Catanzaro, diretto dalla Dott.ssa Teresa Agosto continua a tenere altissimo il livello della competitività nel campo della formazione riuscendo a portare in città una delle realtà più nuove e affascinanti dell’intero panorama scolastico nazionale. 

A fine luglio 2019, infatti, l’Istituto è stato individuato dal MIUR fra le 28 scuole più innovative italiane per la realizzazione, sulla base di uno specifico finanziamento, del Future Labs.

Tale progetto d’eccellenza consiste nella creazione di ambienti laboratoriali innovativi e interattivi per la formazione e la didattica dove i docenti e gli studenti possono avviare attività di ricerca, approfondimento e applicazione della didattica innovativa con l’uso delle tecnologie più avanzate. 

 

 

 

I Future Labs sono anche concepiti come Poli Formativi per il personale scolastico, nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) che prevede, per l’appunto, la realizzazione, in ogni regione, di ambienti di formazione avanzata e la realizzazione di eventi formativi e di aggiornamento nazionali ed internazionali rivolti a sviluppare l’uso consapevole e ragionato della didattica assistita dalle nuove tecnologie. L’accordo siglato tra il MIUR e le scuole coinvolte promette di estendere l’utilizzo a tutto il territorio il sapere digitale nella didattica innovativa.   

Forte di questa affermazione, l’IIS Fermi insieme ad altre nove scuole di città italiane (Padova, Ancona, Firenze, Roma, Cagliari, Bari, Napoli e Catania) ha aderito alla rete del progetto, ovvero FutureSmartTeacher (FST). Questa rete, con capofila l’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Ponti” di Gallarate, ha l’obiettivo di affiancare la formazione alla didattica innovativa per sviluppare le tematiche dei corsi metodologici: l’internet delle “cose”, lo STEAM e Tinkering, Gamification, Realtà aumentata, Coding, Pensiero Computazionale e Robotica educativa. La rete FST ha l’obiettivo di offrire una formazione, a livello avanzato, a docenti di ogni ordine e grado dell’intera regione sulle aree tematiche indicate. Si calcola che nelle aule Future Labs verranno formati, nel prossimo biennio, circa 3000 docenti provenienti dall’intero territorio regionale.  Tutti i corsi, tenuti da formatori esperti a livello nazionale, sono organizzati come Unità Formative e prevedono n. 25 ore di formazione suddivise in tre incontri in presenza di quattro ore ciascuno e tredici ore di formazione online su piattaforma Moodle.

A partire dal mese di Gennaio 2020 nel Polo Formativo dell’IIS E. Fermi, saranno attivati gli altri corsi previsti.

 

                       

 

L’inaugurazione della nuova ala laboratoriale dedicata al Future Labs è stata realizzata nel mese di ottobre perché L’IIS FERMI è stata la prima tra tutte le altre 28 scuole italiane designate a finire la realizzazione del Future Labs. L’IIS “E. Fermi” ha infatti espletato a tempo di record tutte le gare e gli adempimenti burocratici e ha realizzato, grazie all’intervento dell’ente Provinciale di Catanzaro, le importanti ristrutturazioni edilizie necessarie per la creazione dei nuovi ambienti formativi. Già il 18 Ottobre scorso l’istituto diretto dalla Dott.ssa Teresa Agosto ha inaugurato il suo Future Labs alla presenza del Direttore Generale dell’U.S.R. Calabria Dott.ssa Maria Rita Calvosa, del Dirigente Scolastico Giuseppe Martino dell’IIS “Ponti” di Gallarate (anche in qualità di Capofila della rete Future Smart Teacher) e di numerosi dirigenti scolastici e docenti che hanno aderito all’invito da ogni provincia della regione gremendo la sala in ogni ordine di posti. 

L’occasione dell’inaugurazione della nuova ala laboratoriale dedicata al Future Labs è stata anche sfruttata come importante evento di comunicazione a livello nazionale: è stata infatti realizzata dalla Web TV dell’istituto – che diventa una realtà integrata con il Future Labs – una diretta streaming condivisa con tutte le altre nove scuole della rete FutureSmartTeacher. L’evento è stato curato dallo staff della Web TV – interamente composto da alunni e gestito dai loro referenti didattici e tecnici – dalle postazioni di regia presenti nel nuovo Future Labs. Le riprese video hanno documentato sia le fasi del seminario che le successive visite degli spazi laboratoriali allestiti. Sono state inoltre realizzate interviste dal vivo e servizi in differita (anche usando il drone per contestualizzare l’evento nel territorio per gli ospiti provenienti da fuori regione). L’impiego di tali risorse tecnologiche e la professionalità con cui lo staff ha agito è stato pubblicamente lodato da tutti i presenti che hanno avuto così modo di sperimentare dal vivo la grande potenzialità didattica di un tale modello formativo. Al termine dell’evento, come detto, i tanti ospiti sono stati guidati dagli alunni a visitare tutti gli ambienti del Future Labs e assistere ad alcune dimostrazioni sull’uso delle strumentazioni avanzate presenti negli stessi con l’ausilio dei docenti referenti dei rispettivi laboratori. 

In particolare le aree tematiche che afferiscono al Future Labs sono cinque: la zona di CREAZIONE (CREATE), sede della WebTV dell’Istituto, dove gli alunni possono creare contenuti multimediali che servono anche a documentare tutto ciò che l’Istituto realizza, pubblicando i propri contenuti sul canale Youtube e Facebook della scuola. Questa area è dotata di attrezzature di ultima generazione per permettere ai ragazzi di effettuare dirette streaming, trasmissioni webradiofoniche e televisive e web grafica; la zona di PRESENTAZIONE (PRESENT) e la zona di SCAMBIO (EXCHANGE) consistente in un salottino interattivo con uno schermo touch-screen da 65 pollici dove gli alunni possono condurre attività di scambio e presentazione, insieme ai docenti. Inoltre, la Apple TV permette di condividere le immagini dai cellulari e di poterle commentare insieme agli studenti/docenti; La zona di SVILUPPO (DEVELOPE) dove si potranno concretizzare le esperienze di progetto per favorirne la loro comunicazione all’interno e all’esterno della scuola; la zona di INVESTIGAZIONE (INVESTIGATE) dotata di tutte le attrezzature per far condurre ai ragazzi attività di studio, con un altro schermo da 65 pollici. Qui i ragazzi usano iPad di ultima generazione per condividere i propri contenuti su un’altra stazione Apple TV. La seconda sede dello spazio INVESTIGATE è il Laboratorio del progetto Extreme Energy Events, inaugurato dal Prof. Antonino Zichichi. Il progetto consiste nello studio dei muoni cosmici tramite un rivelatore a tre camere costruito dai ragazzi dell’IIS Fermi al CERN di Ginevra; la zona di INTERAZIONE (INTERACT) è un’Aula Magna, con oltre 100 posti e uno schermo digitale interattivo a parete, da 92 pollici dove possono essere tenuti incontri e conferenze (il progetto Future Labs è stato presentato in questa aula).

Questo spazio contiene inoltre le attrezzature del Laboratorio di Astronomia dotato di cinque potenti telescopi per le osservazioni astronomiche e quelle del Laboratorio di Robotica dotato, oltre a materiali di ultima generazione, di un robot a sette assi che sarà usato anche per il conseguimento del patentino di Robotica della COMAU (spendibile direttamente nel mondo del lavoro), di cui l’IIS FERMI è recentemente diventato test Center. Notizie come questa dell’attivazione di un importante laboratorio di ricerca e formazione nazionale ci inducono a guardare al nostro futuro con la speranza di non assistere al triste esodo di giovani menti costrette a cercare altrove una chance di formazione per giungere preparati all’appuntamento con la propria realizzazione scolastica prima e professionale poi.

 

                                                                                                          Prof. Alessandro Fantini

                                                                                                       Docente ed Animatore Digitale

                                                                                                           I.I.S. “E. Fermi” Catanzaro

 

 

 

           

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ITIS “Enrico Fermi” di Castrovillari: automazione, coding e robotica

Nel corso degli anni, attraverso una costante attenzione verso il mondo del lavoro e verso i cambiamenti del settore scolastico di pertinenza (elettrotecnico, meccanico e chimico), l’ITIS Fermi di Castrovillari ha mostrato una considerevole capacità di sviluppare l’attività didattica sia sul fronte della manualità specifica di settore, potenziando e incrementando sempre di più i laboratori delle diverse discipline e dotandoli di attrezzature adeguate, sia sul fronte della creazione di una cultura tecnologica, tesa a fornire agli studenti adeguate abilità e competenze per proseguire negli studi e/o affrontare il mondo del lavoro. L’innovazione è stata sempre un punto di forza ed ha fatto sì che si realizzassero fra gli anni ottanta e novanta significative esperienze nell’ambito dell’automazione industriale con la programmazione dei PLC, Controllori a Logica Programmabile, sistemi autonomi di controllo in grado di eseguire sequenzialmente un insieme ordinato di istruzioni memorizzate volte all’attivazione di automatismi tipici della produzione industriale. L’attenzione particolare allo sviluppo ed alla diffusione del pensiero computazionale manifestata dal MIUR negli anni recenti è stata, dunque, recepita con entusiasmo e come occasione di approfondimento ed arricchimento delle esperienze già precedentemente maturate. L’ITIS ‘E.Fermi’ di Castrovillari partecipa ogni anno alle iniziative di ‘Programma il Futuro’ ed alle Olimpiadi di Problem Solving che vedono entusiasticamente coinvolte migliaia di scuole di ogni ordine e grado dell’intero territorio nazionale. Lo scopo è quello di diffondere il pensiero computazionale, che aiuta a sviluppare le competenze logiche e la capacità di risolvere i problemi in modo creativo ed efficiente, qualità che sono importanti per i futuri cittadini. I lavori realizzati con Scratch, il linguaggio di programmazione di tipo grafico, hanno portato al nostro Istituto un prestigioso terzo posto alla finale di Cesena del 2016 con la realizzazione di un tour interattivo della città di Castrovillari. Inoltre, il connubio fra programmazione, elettronica e creatività ha trovato la sua naturale espressione nei progetti realizzati con il microprocessore Arduino. Fra questi l’Air Hockey, un gioco in cui due giocatori fanno muovere una pedina da una porta all’altra ed un dispositivo per non vedenti che consente la rilevazione di ostacoli mediante un sensore ad ultrasuoni realizzato interamente nell’Istituto con l’utilizzo della scheda Arduino ed una stampante 3D. Il filo conduttore di queste esperienze è senza dubbio l’importanza di una didattica del pensiero unita a quella del fare, in modo tale che i giovani possano essere sempre più protagonisti del loro futuro attraverso la capacità di padroneggiare gli strumenti e le tecnologie senza esserne soltanto dei semplici fruitori passivi. È per questo che la nostra scuola ha deciso di investire sulla robotica educativa, una didattica decisamente innovativa di ispirazione costruttivista. Essa consiste nel predisporre situazioni in cui gli studenti possono realizzare le proprie scoperte e l’insegnante condivide con gli studenti ciò che si apprende durante l’esperienza. È una sfida ardua. Non ci sono “manuali”o formule o procedure standard di soluzione. La soluzione si trova sul campo. L’insegnante impara sul campo insieme agli alunni: è semplicemente più abituato, più esperto nell’imparare. Spesso si sbaglia. L’errore però non è frustrante ma serve per crescere, migliorare, maturare e far meglio squadra. La robotica può, inoltre, definirsi “scienza di sintesi” in cui sapere scientifico e sapere umanistico si fondono in modo unico e, dunque, la robotica educativa può rappresentare un ambiente di apprendimento per ogni disciplina scolastica. È quanto insegnanti ed alunni di questo Istituto hanno appreso durante le competizioni nazionali ed internazionali di robotica che dal 2015 al 2018 li hanno visti protagonisti d’eccellenza. L’idea meritoria di riconoscimento è rivoluzionaria nel campo della protezione civile. Lo scenario immaginato dai nostri “inventori in erba” è quello di una grande catastrofe con città ridotte in macerie e aree inaccessibili all’uomo. Impossibile portare i soccorsi ai sopravvissuti, impossibile quantificare il numero delle vittime. Ecco che entra in gioco il rover in grado di attraversare percorsi ripidi, evitare ostacoli e salvare vittime. Un robot che ragiona grazie ad un armonioso ed originale connubio tra informatica ed elettronica, ottenuto interfacciando e facendo dialogare due microprocessori: Lego e Arduino. Il successo non è arrivato subito, ma passo dopo passo, ostacolo dopo ostacolo. La vittoria è sfumata per un soffio per due anni di seguito nelle competizioni Nazionali della Robocup Junior 2017 di Foligno e 2018 di Trento. Dopo aver dominato la classifica nei primi due giorni l’agguato dell’errore e del guasto tecnico ha azzerato i punti della classifica del terzo giorno: questo per due anni di seguito! Fino alla tanto attesa vittoria nei Campionati Europei Di Montesilvano Pescara di giugno 2018 che ha visto gli alunni Stefano Iannicelli, Fulvio D’Atri e Pasquale Chimenti imporsi vittoriosamente sulle rappresentative ungherese e tedesca in una competizione che ha visto la partecipazione di diciassette importanti squadre europee. Sono studenti meravigliosi che hanno saputo metabolizzare la mancata conquista dei “tricolori” e con sacrificio, tenacia e maturità ottenere il meritato riconoscimento Europeo. Quanta concentrazione, pathos, tensione in quegli indimenticabili momenti! Sono stati fissati nelle immagini in cui i ragazzi sembrano davvero essere tutt’uno con la loro creatura frutto di un giusto mix di programmazione, meccanica elettronica e tant'altro: gioco di squadra, studio, condivisione, autocontrollo. Forse noi docenti vorremmo la stessa passione durante un compito in classe. Ma non importa. Come si fa a non premiare con un dieci e lode una simile competenza? Un successo fortemente condiviso con i docenti Alberico Abbenante, Eleonora Converti, Vittorio Del Colle, Gennaro Siciliano e il Dirigente Scolastico, Rossana Perri, che hanno creduto in una sfida ardua da affrontare con tanta forza e determinazione, convinti che la robotica è molto di più che una disciplina: è motivazione allo studio attivo, per esprimere potenzialità ma anche stimolare curiosità e voglia di superarsi in perfetta sintonia con le priorità di Europa 2020 di “...una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”.

 

Prof.ssa Eleonora Converti

Docente di Tecnologie Informatiche e Sistemi Automatici

ITIS “E.Fermi” Castrovillari

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