Periodico delle Tecnologie dell'Informazione e della
Comunicazione per l'Istruzione e la Formazione
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No test but task

Il docente, nell’ambito della sua azione didattica, istituzionalizzata sul piano autoritativo e certificativo, deve fare i conti con la valutazione, parte integrante dell’azione didattica nonché regolatrice delle scelte funzionali al miglioramento dei processi di crescita dell’apprendente.

 L’ingresso del registro elettronico ha già inferto un colpo di maglio alle modalità di registrazione ed emissione delle schede di valutazione more amanuensis, prima scritte a mano. Le prove standardizzate sulla misurazione dei risultati degli apprendimenti contemplate dal sistema nazionale di valutazione e curate dall’INVALSI si sono in buona parte convertite al CBT (Computer based tested), somministrandosi con l’uso del computer. E la valutazione a cura del singolo docente, legata all’ordinaria prassi didattica? Nel processo di insegnamento/ apprendimento ci si può avvalere del testing online o del sondaggio nella raccolta di dati mirati alle diverse tipologie della valutazione e in particolare a quella formativa (ex ante in itinere et ex post)? La risposta di chi scrive è affermativa. Infatti, il paradigma educativo può declinare un uso criteriato e  sostenibile di tools 2.0, di strumenti cioè connotati da interazione, condivisione orizzontale, creatività, proattività, metacognizione, replicabilità, cooperazione, perfettibilità, tali da essere però naturalmente integrati e non giustapposti, concordando sull’ assunto di Mark Weiser che le tecnologie vanno radicate e compenetrate alle azioni naturalmente usuali, assorbite completamente nel tessuto della nostra quotidianità tanto da non distinguerle più da essa. Intanto, la professione docente induce a raccogliere elementi di valutazione su aspetti che afferiscono ad aree di indagine quali:

  • gradimento
  • apprendimento
  • risultati

In questi casi, e non solo, l’uso del testing online può risultare utile ed economico in termini di rapporto costi-benefici, laddove i costi sono i beni intangibili del tempo e dell’impiego di energie. Molte webapp, di sviluppo relativamente recente, si basano sul principio dell’edutainment inteso come il tradizionale ludendo docēre perché l’educazione deve essere divertente e il divertimento educativo (Marshall Mac Luan). Vantaggi nella costruzione di un questionario di gradimento o percezione attraverso il testing online sono la versatilità, la replicabilità, l’elaborazione automatica di grande mole di dati anche attraverso la rappresentazione statistica di grafici quali istogrammi e grafici a torta. Il più utilizzato è Google moduli (Google form) che permette di elaborare le risposte e le relative statistiche autogenerate in tempo reale, per successivo aggiornamento incrementale. Google moduli è integrato all’interno del sistema delle Google App contemplato nella cloud Computing di Drive. È possibile inviare in unico blocco di e-mail fino a duecentocinquanta questionari al giorno dallo stesso account di posta elettronica e, per combattere la propensione al cheating, nella modalità quiz si può prevedere l’ordine casuale delle domande così come pure la pesatura delle risposte corrette con visualizzazione del punteggio anche da parte dello studente, a fine test. È un ottimo strumento per la raccolta di dati su grandi numeri (collegio docenti, componente genitori, alunni di vari plessi/istituti).

Fra le più note webapp utilizzate per le verifiche formative, utili a monitorare lo stato di avanzamento del processo apprenditivo, per solleticare più che soddisfare la curiosità del lettore, ne citiamo alcune.

My Quest base, con grafica essenziale, possibilità di creare una classe e monitorare i singoli test.

Quizizz, professionale sul piano dell’editing e accattivante sul piano grafico che consente di monitorare l’avanzamento dei concorrenti, con l’interazione di un vero game-show.

Kahoot, veloce nell’uso e fruibile sia in modalità individuale che di team, tramite l’inserimento di un pin generato allo start dal docente. Ideale per allievi ai primi gradi di alfabetizzazione per l’associazione di colori alle risposte e la facilità di interazione da dispositivi mobili che ben si confanno alla metodologia BYOD, che sottende l’uso di dispositivi personali.

Testmoz, semplice per la costruzione e la gestione di veloci test a scelta multipla, on line. Senza registrazione può essere usato con alunni che non dispongano di un account di posta elettronica.  

Socrative, sul tipo di Google form, consente la somministrazione di veloci sondaggi o piccoli questionari in classe. È ottimo per scattare una istantanea sulla comprensione di concetti i cui risultati sono raccolti su fogli Ms-Excel. È utilizzabile la modalità del gioco di squadra con   Space-Race, la navicella che documenta in real time i progressi delle singole squadre.

Wordwall, per la creazione di oggetti didattici interessanti, compresi i test, in versione Freemium (termine ibridato tra Free e Premium, per indicare il duplice uso gratuito o, per upload, a pagamento per una completa fruibilità dell’app).

LearningApps, per la creazione di esercizi interattivi di diversa tipologia fra cui i quiz a scelta multipla, inseriti in contesti educativi di piacevole fruibilità. 

Il maggior vantaggio del testing online è offrire al docente un valore misurabile che documenti progressi e, ancor prima, lo stato dell’arte in merito all’analisi dei bisogni e alla padronanza dei contenuti, focus del test.
Altro vantaggio è l’osmosi tra cognitivo e metacognitivo che lo studente mette in atto in domande siffatte: quali criticità posso evidenziare dall’esito del test? Cosa migliorare? Come gestisco il tempo? Quanta autonomia possiedo sull’argomento?

Ai docenti che sono inclini all’uso del testing online ma non hanno il tempo di creare ex novo dei buoni test, un suggerimento è quello di entrare nelle gallerie delle webapp e ricercare test pubblicati da altri utenti e resi pubblici e riutilizzabili per   adattarli al contesto matetico di riferimento. Alla base della costruzione di un test ben concepito esistono degli accorgimenti che innalzano la qualità misuratoria dello stesso, soprattutto se è esso si basa sull’accertamento di competenze piuttosto che su costrutti di nozionismo tout court. È un campo di indagine da esplorare per affinare gli strumenti dell’ars maieutica da instillare nella Techne che, se ben percorso, risulta supportivo e di grande efficacia. In verità, la costruzione di un test non è una scienza ma un’arte da affidare alla consapevole azione del docente che non ignora il vecchio adagio “No test but task”. 

 

Maria Brutto
Docente di Discipline Letterarie, Latino e Greco
Formatore PNSD e INVALSI

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