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LA SCUOLA NON SI FERMA AL TEMPO DEL CORONA VIRUS: DIDATTICA A DISTANZA UN LIMITE O UNA RISORSA? di G. Brutto

In seguito al Covid 19 si è creato un particolare momento delicato nella storia della scuola italiana che ha richiesto un notevole sforzo e impegno da parte dell’intera comunità scolastica: bambini e bambine; genitori; ragazzi e ragazze e il personale ATA, DDSS.

Il Ministero dell’Istruzione (MIUR) con il “Manifesto della scuola che non si ferma”, espone i sei punti fondamentali che dovrebbero essere i principi della comunità educativa odierna: – Crescita, Comunità, Responsabilità, Sistema, Rete e Innovazione

La scuola è il luogo di crescita di ragazzi e adulti dove la fiducia e la corresponsabilità diventano fondamentali. Dalla comunità scolastica esprimere la propria vicinanza agli alunni e ai genitori è stato fondamentale. E’ stato necessario fare rete e condividere buone pratiche per costruire con tutti i docenti e i dirigenti nuovi spazi e ambienti di apprendimento, fisici e virtuali.

La didattica a distanza (DaD) ha rappresentato il fulcro delle modalità operative dei docenti dagli inizi di questa emergenza. Ma quale è stata la sua percezione tra genitori, docenti ed esperti? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi? Questo articolo cercherà di sintetizzare questi argomenti attraverso delle interviste cercando di far emergere i punti salienti di essi.

VOCE AI GENITORI SULLA DaD

  • Chi aveva il proprio dispositivo, la connessione e lo spazio fisico non ha riscontrato veri e propri disagi.
  • Nella scuola primaria e scuola dell’infanzia non tutti gli insegnanti hanno predisposto delle videolezioni fatte da loro e la programmazione da seguire non corrispondeva al tipo di metodologia idonea ad affrontarlo. Il carico di lavoro era perciò sulle spalle dei genitori;
  • Corsa frenetica per finire il programma; le maestre nonostante la loro preparazione non erano pronte per una didattica a distanza.
  • Utilizzo in alcune scuole secondarie di primo grado di troppi canali per la restituzione dei compiti (email dell’insegnante; registro elettronico e Google classroom).
  • Problemi tecnici: accesso alla piattaforma da parte dei genitori e utilizzo da parte di alcune scuole con famiglie che avevano più figli di codici utenti non funzionanti per account unici
  • Mancanza di smartphone o altri dispositivi per famiglie disagiate o possesso di una linea Internet con pochi giga.
  • Tempi di attesa dei dispositivi in comodato d’uso per le famiglie meno abbienti troppo lunghi, rispetto alle richieste battenti dei professori delle varie materie.
  • Ritmi stressanti della DaD per i figli e anche per loro.
  • Mancanza del rapporto umano-fisico e del confronto col gruppo classe.

Dalle interviste che sono state fatte ad alcuni docenti di differenti gradi è emerso ciò:

  • la DaD è un'esperienza singolare nel suo genere: la velocità in cui è stato messo in piedi un nuovo sistema didattico e la capacità di adattamento dei docenti e delle famiglie;
  • si può fare lezione senza che si facciano male i bambini tra di loro gestendo i microfoni della lezione;
  • il silenzio nella videoconferenza non permette il brainstorming, non si instaura quel confronto che di solito in aula si può fare; che fa parte del gruppo-classe; 
  • Manca il controllo in sincrono con il lavoro che fanno.
  • L’insegnante e gli alunni devono sforzare maggiormente gli occhi: è stancante stare diverse ore con il monitor;
  • Ci vuole più tempo per controllare le restituzioni degli alunni. A differenza della lezione in presenza dove è tutto più fruibile.
  • Presenza costante dei genitori (nascosti o visibili).
  • Difficoltà dell’uso delle piattaforme da parte delle famiglie e scarsità dei dispositivi, dei mezzi tecnologici nelle case soprattutto con famiglie con figli che hanno frequentato più gradi scolastici.
  • I bambini hanno avuto un triplo feedback e sono stati rallentati nel loro processo di apprendimento; avevano ansia da prestazione. Solitamente l’'insegnante in classe li mette a proprio agio, cerca di colmare le loro lacune e si crea il rapporto bambino - insegnante creando quella interazione nel guidare il processo di maieutica che si cerca di stabilire.

In particolare, i genitori non solo tendevano a mortificare il figlio per il mancato raggiungimento degli obiettivi proposti dall'insegnante o per il suggerimento delle giuste risposte, soprattutto nel i primi gradi della primaria; man mano negli ultimi gradi la loro presenza è diminuita. Nella quinta erano soli; ma a volte vi era il problema opposto: vi erano i “furbetti” che spegnevano la telecamera, o dicevano che avevano problemi di connessione e il microfono a funzionamento intermittente. 

  • Apprendimento dei bambini di nuovi codici attraverso l’uso in prima linea del mezzo tecnologico, sono sbocciati dei veri e propri talenti con il mezzo informatico.
  • Non è l'apprendimento dei bambini che ne ha risentito con la didattica a distanza, ma l'autonomia personale, e in alcuni casi è degenerata e ha subito un processo di arretramento per cui anziché il bambino andare avanti è andato indietro; soprattutto quelli che avevano problemi comunicativi, con i più disagiati.

 

Percezione della didattica a distanza (D.a.D.): psicologa e pedagogista

INTERVISTA

PSICOLOGA

Prof.ssa G. Filippello - UNIME

PEDAGOGISTA

Prof.ssa G. Bonanno

UNICT

Pensa che la didattica a distanza contribuisca all'apprendimento dei corsisti?

 

“La possibilità di registrare le video-lezioni, consente di ascoltarle più volte, in relazione alle necessità”.

 

“Sicuramente è una soluzione al “Non far nulla”. La DaD contribuisce all’apprendimento in maniera proporzionale all’età dei corsisti. Quanto più grandi sono i discenti, maggiore può essere la possibilità di centrare l’obiettivo.

 

A Suo avviso, quali aspetti della didattica a distanza possono essere preziosi per un docente?

 

La didattica a distanza, poiché prevede l'utilizzo di strumenti informatici, potrebbe, inizialmente, motivare maggiormente gli studenti che, solitamente, fanno uso massiccio di questo tipo di strumenti. Inoltre, potrebbe essere utile al docente per sviluppare e/o consolidare alcune caratteristiche personali, come ad esempio, le abilità di problem solving in situazioni di stress, l'autoefficacia, ecc.

 

Partendo dal presupposto che l’insegnamento frontale sia di insostituibile valenza, la DaD può essere un valido alleato del docente per far sì che il “fil rouge” che lo lega ai suoi alunni non venga spezzato in periodi di impossibilità a vivere lezioni in presenza

Quali difficoltà possono essere riscontrate durante la didattica a distanza per un docente nei diversi ordini scolastici?

 

Mantenere la motivazione degli studenti, nel lungo periodo; riuscire a rendere partecipi i bambini di scuola dell'infanzia e della primaria, che necessitano, maggiormente, della didattica in presenza. I problemi più rilevanti potrebbero essere riscontrati dai docenti delle attività di sostegno, in relazione alla gravità e alla tipologia di disabilità dello studente.

 

Trovo di fondamentale importanza il contatto oculare, lo scambio di sguardi, in qualsiasi relazione. Pertanto, il non trovare riscontro immediato negli occhi di chi ti ascolta (in questo caso i propri alunni), credo possa essere una delle principali difficoltà riscontrate dai docenti nell’uso della DaD.

 

Quali difficoltà hanno avuto le famiglie durante la didattica a distanza, nei diversi ordini scolastici

Seguire i figli, sia durante le lezioni sia durante lo svolgimento dei compiti, soprattutto se nella stessa famiglia erano presenti più bambini che necessitavano di supporto. Ovviamente, i famigliari degli studenti delle scuole superiori di I° e di II° grado non sono stati costretti a supervisionare i figli durante l'orario delle lezioni, in quanto questi dovrebbero aver già acquisito un buon livello di autonomia.

 

La difficoltà principale, a mio avviso, è stata quella della connessione stabile e continua.

 

Cosa ne pensa degli attuali esami on-line nei diversi ordini scolastici?

La modalità online, per le difficoltà che comporta (es. problemi di connessione) può accentuare l'ansia e, quindi, è da considerare una soluzione adottabile solo in periodo di emergenza.

 

Sicuramente, un ottimo ripiego. Ma sempre di ripiego trattasi.

 

 

Quindi sintetizzando i punti salienti della nostra intervista si evince che:

  • La DaD incide sull’apprendimento dei bambini sia perché con la registrazione possono sentire più volte la lezione, sia perché potrebbe essere proporzionale all’età.
  • Si svilupperebbero o consoliderebbero le abilità tecnologiche dei bambini o dei ragazzi; e di meccanismi personali come l’autoefficacia, 
  • Il problem solving e la resilienza. Si cerca di mantenere il legame tra l’alleanza scuola-famiglia; docenti-discenti.
  • Le difficoltà emerse riguardano: la motivazione nel lungo periodo, i bambini più piccoli ne hanno risentito maggiormente soprattutto la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, in particolare i bambini con bisogni educativi speciali, tra cui alcuni bambini con particolari disabilità. L’impossibilità di avere contatti fisici è stato molto negativo. 

 

 

Conclusione

Abbiamo e stiamo navigando nell’incertezza c’è un sentimento diffuso di smarrimento della nostra società. Cambiamenti dettati dall’emergenza sanitaria che hanno rimodulato tempi e spazi ripercuotendosi nelle relazioni sociali e misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus. E ancora siamo in una fase in cui si spera che non ci sia la sua seconda ondata.

Quindi, in conclusione la didattica a distanza è dovuta entrare nelle case con prepotenza, ma la scuola non sa nelle case, nelle famiglie cosa succede; nelle case ci sono segreti che sono fatti di parole, comportamenti, pensieri che noi docenti non conosciamo. La quotidianità è stata stravolta. Si sono cercati appigli che ci hanno fatto ricordare come eravamo prima, ma sappiamo che niente sarà come prima. Molti genitori si sono fatti carico di un lavoro che spesso non è corrisposto alle loro aspettative. Chi aveva più di un figlio nei diversi ordini si è sentito soffocato dal lavoro esagerato di restituzione. Molto commovente è stata la testimonianza di una docente della primaria: Mi ha mandato un bambino di quinta un PowerPoint con un cuore dentro che mi ha mandato attraverso un messaggio criptato in codice binario via email; mi ha detto maestra tu che sei brava, voglio vedere quanto ci metti decodificare il mio messaggio. Ho subito decodificato il messaggio Sono andata sul collegamento on-line e ho letto il messaggio del che così mi ha scritto: -Quante cose mi hai insegnato nella vita, mi dispiace lasciarti.  Non è tanto per le parole, ma la sua metodologia utilizzata.  Questo bambino ha capito quello che mi premeva di più: gli ho spiegato come funzionava la email, come funziona il PowerPoint; il codice binario non era presente nelle mie spiegazioni.

Gli insegnanti hanno gestito l’emergenza col grande merito di non mollare mai, la scuola è stata comunque un grande appoggio per loro.

Si ringrazia la collaborazione delle mamme e delle docenti che hanno dato il loro prezioso contributo per la realizzazione di questo articolo, soprattutto la Prof.ssa universitaria G. Filippello e Prof.ssa Gabriella Bonanno.

 

                                                                                                                                                 Giovanna Brutto

                                                                                                                                Dott.ssa Scienze politiche

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