Periodico delle Tecnologie dell'Informazione e della
Comunicazione per l'Istruzione e la Formazione
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CRISI E INTELLIGENZA CONNETTIVA di Luigi A. Macrì

“La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato.” Albert Einstein

Ogni momento di crisi, come affermava il grande Einstein, è un’opportunità di crescita e di miglioramento. Leggendo eventi e riflessioni di grandi personaggi del passato possiamo imparare ad utilizzare questi momenti di crisi nel modo migliorare traendone linfa vitale.

Derrick De Kerckhove,[1] considerato l’erede intellettuale di Marshall McLuhan, colui che nel 1968 aveva prefigurato il “villaggio globale”, era in forte crisi all’inizio degli anni settanta, nella Coach House, la sede del Centre for Culture Tecnology all’Università di Toronto diretto da McLuhan. Derrick era in crisi ed aveva deciso di lasciare l’Università perché la tesi che doveva sviluppare per il suo dottorato di ricerca non lo interessava più di tanto. Ma si rendeva conto che non completandola avrebbe perso il lavoro all’università. McLuhan, dopo avergli chiesto quale fosse l’argomento della tesi, che era “La decadenza dell’arte tragica nella letteratura francese del XVIII secolo”, gli disse che non procedeva perché pensava che la tragedia fosse “una forma d’arte”. Davanti alla perplessità di De Kerckhove, McLuhan spiegò che la tragedia “è un “quid”, una “quest for identity”, una strategia inventata dai greci per superare la crisi di identità dovuta all’introduzione dell’alfabeto che aveva distrutto la cultura tradizionale”. Questa indicazione permise a De Kerckhove di vedere la sua tesi da una prospettiva diversa che gli permise, dopo pochi mesi, di conseguire il suo dottorato. Nella seduta di presentazione, Mcluhan che era presente alla discussione affermò che “la ricerca è un’attività magnifica quando si sa che cosa cercare”.

Superato il momento di crisi che abbiamo sopra indicato, De Kerckhove ha saputo proiettarsi, in modo critico ma propositivo, in una ricerca tesa a comprendere i cambiamenti che le tecnologie hanno apportato. Egli fu tra i primi ad interessarsi di neuroscienze in rapporto ai media ed alle tecnologie; cercava sempre le ragioni delle cose, mentre McLuhan riusciva, a suo dire, ad arrivare a conclusione giuste anche partendo da premesse del tutto errate.

Secondo De Kerckhove, da sempre attento ai media, alla comunicazione ed ai condizionamenti che la tecnologia ha sul linguaggio, “il computer è una psico-tecnologia, ossia un’estensione del nostro pensiero che si esterna attraverso il linguaggio, estensione della nostra mente”. Con il termine psico-tecnologia De Kerckhove indica quelle tecnologie associate alla lingua in quanto estensione del pensiero dal quale scaturisce la possibilità di leggere. La televisione è una tecnologia di tipo globale e collettiva; il computer invece è una tecnologia con la quale possiamo avere il controllo sullo schermo, è una nostra estensione sensoriale. Tutto ciò ha provocato lo sviluppo e la trasformazione delle nostre capacità intellettive.

Sulla scia delle intelligenze multiple di H. Gardner, con De Kerkhove giungiamo all’intelligenza connettiva che riporta comunque al centro l’intelligenza individuale:

“Spesso si dice che il nuovo modo di acquisire conoscenze, piluccando nozioni qua e là in Rete per poi riassemblarle, implica una perdita di creatività e originalità. Non è vero: l’importante è come si fa questo lavoro e, in ogni caso, è ormai impossibile separare le intelligenze le une dalle altre, occorre farle lavorare insieme senza rinunciare alla singolarità delle intelligenze individuali”.[2]

Sono questi temi che vanno ripresi alla luce degli ulteriori sviluppi, incominciando dalle problematiche emerse dallo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, dell’utilizzo dei cosiddetti Big Data fino alle ricerche di neuroscienze sull’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

In questo grave momento di crisi è necessario, come si diceva prima, sapere cosa cercare, individuare le opportunità di cambiamento, che si intravedono e sono auspicabili, nei rapporti, nel lavoro, nella visione del mondo e di se stessi. Il mondo non sarà lo stesso se avremmo imparato la lezione che la Natura ci ha fornito; sarà migliore se ognuno riuscirà a mettere da parte il proprio egoismo. Questo vale per le singole persone, i cittadini, e in particolare per coloro che ci governano, sia a livello mondiale, europeo e nazionale.

Abbiamo trascorso un’insolita ricorrenza della Pasqua, termine che proviene dal greco Pascha, a sua volta dall’aramaico pasah, che significa “passare oltre” e quindi “passaggio”. L’auspicio di noi tutti e che questo sia davvero un “passaggio” verso un Mondo che possa essere capace di rispettare maggiormente la Natura che è parte integrante, in unità, di noi stessi.

E’ nostro intento, come gruppo di lavoro, seguire questi processi con la consapevolezza della necessità di rivedere dalle fondamenta i parametri relativi ai processi di istruzione, apprendimento e formativi: ne va davvero, senza voler cadere nella retorica, il futuro delle nuove generazioni e dell’Umanità.

Luigi A. Macrì

Direttore responsabile

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[1] Sociologo, accademico e direttore scientifico di Media Duemila, ha diretto dal 1983 al 2008 il McLuhan Program in Culture & Technology dell'Università di Toronto. È autore di La pelle della cultura e dell'intelligenza connessa (The Skin of Culture and Connected Intelligence) e Professore Universitario nel Dipartimento di lingua francese all'Università di Toronto. Già docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove è stato titolare degli insegnamenti di Sociologia della cultura digitale e di Marketing e nuovi media. È supervisor di ricerca presso il PhD Planetary Collegium T-Node (wikipedia)

[2] C. Formenti, Corriere della Sera, 25 aprile 2005, pag. 21;

 

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