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Crisi afghana e tecnologie dell'informazione by La Rivista ictedmagazine

Non possiamo esimerci dal volgere lo sguardo alla tragedia in atto in Afghanistan. La destabilizzazione in corso, infatti, richiede un’attenzione focalizzata anche sull’apporto delle tecnologie. Come si apprende a un primo esame del nuovo scenario, infatti, uno degli obiettivi del sopraggiunto fronte talebano è proprio quello di controllare la circolazione delle informazioni: si può leggere su “Agenda Digitale”, in un articolo a firma dell’economista e manager Mario Dal Co, che  “La corsa dei talebani non era finalizzata soltanto a far cadere subito il governo, dissolvere l’esercito e far sloggiare le truppe straniere prima della scadenza. La stessa corsa contro il tempo mirava infatti a impadronirsi del maggior numero di informazioni non lasciando modo di renderle inaccessibili”.

Il cambio di scenario sarà dunque da reinterpretare anche sotto l’aspetto dell’utilizzo delle nuove tecnologie e dei big data, per esempio. Una delle prime strategie di comunicazione dei talebani è stata quella di utilizzare in maniera più adeguata ai tempi i mezzi di comunicazione di massa, la televisione per esempio. Restano forti incognite sul rispetto dei diritti umani e sul potenziale uso delle nuove tecnologie per scopi non democratici. Su questo c’è da tenere puntati i riflettori, da parte della comunità internazionale, là dove le violazioni in atto non rappresentano certo un fenomeno solo locale, quanto un accresciuto rischio di ulteriore destabilizzazione sul fronte mediorientale, realizzata anche grazie all’utilizzo dei mezzi informatici.

 

24/09/2021

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