Periodico delle Tecnologie dell'Informazione e della
Comunicazione per l'Istruzione e la Formazione
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Istruzione, Formazione e Futuro

 

  • “Credo che gli studi migliori siano quelli umanistici e in particolare i corsi di giornalismo. Domani, ancor più di oggi, il problema sarà quale punto di vista adottare davanti ad una crescente mole di dati e come selezionare le fonti rilevanti. Va aggiunta una certa esperienza in scienza dei computer. E bisognerà costruire nuove abilità in maniera permanente, un ciclo senza fine nel reinventare se stessi. Non è facile, ma si può fare iniziando a dare ai bambini strumenti diversi con i quali possano sperimentare.”. Richard Gingras – Responsabile Google News;
  • “I tre fattori che gli studenti devono sviluppare sono: senso critico, sapersi fare domande, imparare ad imparare. Ma questo non vuol dire perdere di vista i fondamentali che sono quelli di sempre. I giovani devono avere una conoscenza buona della matematica, dell’economia, della scienza, della storia e via discorrendo. Più le lingue parlate dall’informazione: non si tratta di imparare a programmare, anche perché i sistemi di oggi domani saranno obsoleti e dunque inutili, ma di sapere di cosa si tratta.”. Luciano Floridi – Direttore di ricerca e professore di filosofia ed etica dell’informazione - Università di Oxford;
  • “ La mia visione è semplice: le persone più abili sono quelle che hanno un bagaglio bilanciato fra conoscenza tecnica, capacità di adattamento ma soprattutto elasticità nel sapersi relazionare con gli altri. E questa è una cosa che si può apprendere anche facendo uno sport. Nessuna grande idea viene più dal singolo e chiunque abbia difficoltà a collaborare con gli altri rischia di rimanere isolato”. Venkata Renduchintala- Ingegnere formatosi all’Università di Bradford; vicepresidente della Intel, gestisce la divisione dell’Internet delle cose, lavora sulla quarta rivoluzione industriale;
  • “A scuola ai ragazzi si insegna a studiare da soli in un mondo dove è ormai diventato la norma condividere e collaborare. Sono le prime doti che si chiede a qualcuno in una compagnia. A Taiwan è possibile insegnare agli alunni in corsi di formazione parallela come ascoltare gli altri. E’ una buona strada per arricchire il percorso scolastico tradizionale. Ricordandosi che non c’è vero apprendimento se gli studenti non si divertono. Questo è ormai un aspetto irrinunciabile.” Tiffany Huang: presidente della Acer e nata e cresciuta a Taiwan;
  • “Vorrei una scuola che oggi non esiste. In Europa si tende ad impartire nozioni invece i insegnare a pensare. E in un mondo che cambia di continuo bisogna invece saper sempre affrontare problemi diversi, dunque conoscere come creare strumenti nuovi. Per questo credo che il sistema scolastico sarà uno dei prossimi ad essere travolti dalla tecnologia. Semplicemente non è adeguato.”. Thibaud Simpal: partito da paesino della Champagne (Francia), ora è responsabile Uber in Francia;
  • “La mia famiglia era umile. Certi giorni facevo fatica a mettere assieme i soldi per un pasto. L’errore che fanno tanti ragazzini, e che cerco spesso di spiegare a io figlio quindicenne, sta nel puntare subito a realizzare il proprio grande sogno. Che in genere è ambizioso, irrealistico e porta ad una sconfitta. La scuola dovrebbe insegnare a maneggiare la vita con più cautela. Perché le opportunità che una persona può avere non sono infinite.”. Eiji Aonuma: ha studiato arte all’Università di Tokyo; famoso autore di giochi Nintendo come The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

    dal Quotidiano La Repubblica - 3 maggio 2017 (attualità pag. 20)

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