a cura di Caterina Cernicchiaro - Dirigente Scolastica Istituto Comprensivo Pavese-Nazareth di Napoli e docenti scuola dell’infanzia
La partecipazione al corso di formazione -Scuole in rete, tecnologie, genitori e minori- diretto dal Dott. Luigi A. Macrì, ha rappresentato per noi docenti della scuola dell’ infanzia dell’ IC PAVESE NAZARETH DI NAPOLI un’ importante occasione di crescita professionale nonché di arricchimento culturale, per cui vivi e sinceri sono i ringraziamenti sia alla Dirigente Scolastica Dott.ssa Caterina Cernicchiaro per averci offerto questa occasione e sia ai Relatori che hanno offerto spunti di riflessione concreti intorno ad un tema rispetto al quale l’ IC Pavese Nazareth ha da sempre mostrato un’ attenzione particolare.
Partendo dalla considerazione che negli ultimi anni la tecnologia ha fatto capolino anche nel mondo della scuola dell’ infanzia che, come è noto, privilegia l’esperienza concreta, il fare produttivo, il contatto diretto con le cose e gli ambienti, orientando e guidando la naturale curiosità dei bambini in percorsi organizzati di esplorazione, ci si è trovati invece a dover fronteggiare chi teme che l’ eccessivo utilizzo di dispositivi digitali possa danneggiare lo sviluppo socio-cognitivo dei bambini e chi, invece, riconosce alla tecnologia l’opportunità di arricchire l’esperienza didattico-educativa. Due facce di una stessa medaglia che sono state messe a confronto durante gli incontri di formazione esaminandone gli aspetti etico-sociali, scientifici e didattici di un corretto uso delle tecnologie in minori in età prescolare.
L’uso di pc, tablet e Lim e la scoperta di programmi multimediali per l’infanzia che, con facilità ed immediatezza, affascinano e catturano l’attenzione dei bambini sono una grande risorsa, nella considerazione che i bambini di oggi sono nativi digitali, a contatto dai primissimi anni con un mondo sempre più tecnologico. Tuttavia, una didattica fondata esclusivamente sull’ uso delle tecnologie è sicuramente limitante, in quanto, il bambino si ritrova un prodotto già pronto e immediato, si eliminano i tempi di attesa, di elaborazione e di rielaborazione che, invece, altre metodologie didattiche richiedono e che sono fondamentali per lo sviluppo intellettivo, relazionale del bambino stesso che nel periodo legato alla prima infanzia privilegia l’aspetto legato alla creatività e all’immaginazione.
L’ iperstimolazione degli strumenti tecnologici, infatti, se da un lato consente lo sviluppo di un apprendimento veloce e intuitivo, dall’altro limita nei bambini la capacità di rilassarsi, ed evidenzia l’ incapacità delle nuove generazioni di saper gestire momenti di noia e di vuoto, fondamentali per la riflessione e la creazione. In questo clima di innovazione i docenti dell’ I.C. PAVESE NAZARETH di Napoli, sperimentano ogni giorno metodologie didattiche innovative e laboratoriali., con un approccio che non si limita alla sostituzione della didattica tradizionale con quella digitale, ma piuttosto integra le due prospettive al fine di arricchire e stimolare il percorso educativo delle bambine e dei bambini della scuola dell’ infanzia.
Solo ed esclusivamente in questo contesto, la tecnologia diventa un mezzo per potenziare l’apprendimento, a stretto giro con l’interazione diretta, la manualità e l’esperienza concreta. Entrano a far parte della didattica di ogni giorno metodologie e strumenti prendendo come esempio: -Gamification dinamiche ludiche per percorsi educativi strutturati, che attraverso strumenti come wordwall, gioco dell’oca digitale, memo stimolano nei bambini la curiosità, la partecipazione attiva e lo sviluppo di competenze cognitive e sociali. - Tinkering, una metodologia educativa basata sulla sperimentazione e sulla scoperta, attraverso il “fare”, per esplorare materiali diversi, strumenti e oggetti, che aiutino a sviluppare la capacità di risoluzione dei problemi, come nell’ attività di coding unplugged, in cui si utilizzano materiali di recupero per creare ostacoli come alberi o tornado, inserendoli all’interno di storie interattive, al fine di sviluppare il pensiero logico e la collaborazione, rafforzando competenze trasversali fondamentali. - Storytelling, una metodologia che fa leva sulla favola, che grazie all’ introduzione di tecnologie multimediali si è trasformata da strumento didattico in strumento pedagogico-educativo.
Le applicazioni digitali, le piattaforme interattive e i dispositivi come tablet e lavagne elettroniche possono trasformare la lettura di una favola in un’esperienza coinvolgente. Le storie interattive, che permettono ai bambini di scegliere il corso degli eventi o di partecipare attivamente alla narrazione, offrono un’opportunità per stimolare il pensiero critico e la capacità decisionale. Inoltre, la realtà aumentata (AR) e la realtà virtuale (VR) rappresentano nuove frontiere per l’esperienza didattica. Attraverso queste tecnologie, i bambini possono “entrare” nel mondo della favola, esplorando ambienti virtuali e interagendo con i personaggi, creando un legame emozionale con il contenuto narrativo. La dimensione ludica delle tecnologie, infatti, facilita l’apprendimento attraverso il gioco, che è il linguaggio naturale dei bambini. Le storie possono diventare esperienze immersive, dove ogni elemento è esposto ai sensi e alla creatività, aumentando la curiosità e il coinvolgimento. L’introduzione delle tecnologie digitali, infatti, non deve significare un allontanamento dalla tradizione educativa della favola, ma piuttosto un’opportunità per rendere più dinamico e interattivo l’insegnamento dei valori e delle conoscenze.
La favola digitale consente ai bambini di entrare in contatto con diverse lingue e culture attraverso storie provenienti da tutto il mondo, favorendo così un’educazione interculturale e multilinguistica. Si focalizza, dunque, l’ attenzione sull’intenso lavoro di scambio e confronto tra docenti e genitori per sensibilizzare quest’ultimi sui rischi associati all’uso eccessivo ed improprio dei dispositivi elettronici in particolare all’impatto sulla qualità del sonno. Il dialogo con i genitori è continuo e ricco di spunti scientifici offerti dalla formazione che sottolineano la pericolosità dell’esposizione a schermi luminosi prima di addormentarsi, con notevoli ripercussioni sulla natura del sonno. I bambini che non dormono a sufficienza possono sperimentare una riduzione della capacità di concentrazione e un abbassamento delle performance scolastiche.
L’uso prolungato di dispositivi elettronici è stato collegato allo sviluppo di comportamenti iperattivi. La stimolazione continua offerta dai giochi e dai contenuti multimediali può alterare il modo in cui i bambini elaborano le informazioni, rendendo difficile per loro focalizzarsi su compiti più lunghi e meritevoli di concentrazione, con una conseguente diminuzione della capacità di attenzione, e ripercussioni anche nelle interazioni sociali. In questo contesto, il ruolo degli educatori e degli insegnanti diventa cruciale nell’ educare i bambini all’ uso responsabile dei dispositivi elettronici, al fine di promuovere il pensiero critico. Tutte queste riflessioni sono scaturite anche grazie alla partecipazione di noi docenti della scuola dell’infanzia agli incontri formativi con Relatori di grande spessore culturale e pedagogico, evidenziando l’importanza del ruolo del docente nell’insegnare ai bambini a valutare le informazioni, a discernere tra contenuti di qualità e contenuti fuorvianti e a riflettere sulle proprie esperienze digitali.
Pertanto, diventa necessario mantenere un “equilibrio” tra l’utilizzo della tecnologia e l’importanza del gioco libero, delle attività manuali e delle interazioni dirette con i compagni per evitare che la scuola diventi il bosco quel… “bosco in cui alcuni bambini sanno ritrovare la propria strada che li riporta a casa… Altri conoscono anche la paura di non sapere la strada di casa. Hanno imparato tanto, forse, e l’hanno dimenticato perché non riescono a collegarlo alla memoria della strada di casa: il bosco diventa il posto pauroso in cui si perdono, senza riconoscere le proprie tracce, sempre estranei e sempre respinti. Cit. di Andrea Canevaro da “I bambini che si perdono nel bosco”.
Le docenti della Scuola dell’Infanzia
Il Dirigente Scolastico dell’IC Pavese Nazareth Di Napoli: Dott. ssa Caterina Cernicchiaro
Raffaella Viscovo (plesso Santacroce)
Eliana Danisi (plesso Nobile)
Raffaella Sica (plesso Nobile)
Elena Insero (plesso Nazareth)
Maria Larusso (plesso Guantai)
